L’amore di Dio ci avvicina ai nostri fratelli più poveri

Quale attenzione la Chiesa italiana riserva al problema della povertà? In concreto, di che cosa ha bisogno l’Italia in un quadro che appare sempre più drammatico? Qual è il ruolo della Caritas italiana e cosa si impegna a svolgere affinché sia possibile rintracciare anche dei piccoli segni di speranza? Nel corso dell’appuntamento settimanale “Un cuore che vede” in collaborazione con Don Domenico Facciorusso, Direttore Caritas della Diocesi di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, ne abbiamo parlato con Don Vittorio Nozza, Direttore Caritas Italiana di cui vi proponiamo alcuni stralci.

La Caritas italiana è un osservatorio privilegiato sulla società italiana: che cosa balza agli occhi guardandola? Innanzitutto la costante azione di osservazione e quindi di uno sguardo attento e presente su tutto il territorio nazionale. Si tratta di uno sguardo di osservazione che si realizza in stretta collaborazione con le Caritas Diocesane e con le delegazioni regionali Caritas. Questa osservazione dà una fotografia di un’Italia piuttosto appesantita da un punto di vista di numeri consistenti di persone in stato di povertà. I dati dicono di come la povertà sul territorio nazionale assuma un triplice volto. E’ una povertà segnata maggiormente da una necessità materiale. Per bisogno materiale intendiamo bisogno di cibo, di casa, di lavoro, di diritti alla salute e all’istruzione… Poi abbiamo una povertà segnata da solitudine, da abbandono, da dimenticanza …Povertà che colpiscono in modo particolare gli anziani, le persone sole, gli immigrati, i portatori di handicap, i carcerati…Infine, un terzo volto segnato dalla povertà interiore. Questa è una povertà che fa perdere gradualmente la propria dignità. Questo triplice volto: una povertà di tipo materiale, una povertà di solitudine e una povertà interiore dà una fotografia completa e drammatica della situazione attuale della nostra realtà. Se consideriamo poi i dati dell’Istat riusciamo a comprendere ancora meglio il tutto. I dati affermano che oggi ci sono sette milioni e mezzo di persone dentro la soglia della povertà. Per non parlare poi del numero soprattutto in termini di nucleo familiari che per motivi diversi, in questi ultimi anni continuano a cogliere come nuclei profondamente in difficoltà proprio perché il sostegno economico non è sufficiente a dare garanzie serene e dignitose per vivere ai componenti di questi nuclei familiari. Si sta chiudendo il 2008, un anno importante dal punto di vista delle ricorrenze: 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani,l’Anno Europeo del Dialogo Interculturale, l’Anno Internazionale del Pianeta Terra. Da un lato ampio consenso sulla carta riguardo a dignità e diritti di ogni uomo, dall’altra parte il persistere di violenze,scontri, povertà di ogni genere che calpestano questi diritti per dare sempre più spazio al denaro, agli interessi politici ed economici… Eppure in questa situazione drammatica vogliamo cercare di trovare dei segni di speranza perché il nuovo anno sia meno povero di indigenza e precarietà… Vorrei ricollegarmi ad un bellissimo passaggio di Papa Benedetto XVI che nel corso della preghiera mariana dell’Angelus di domenica scorsa ha detto: “…Dio non è una questione di spazio e di tempo, bensì una questione di amore: l’amore avvicina.” L’amore di Dio ci fa avvicinare a Lui e l’amore fraterno ci fa avvicinare ai fratelli e soprattutto ai fratelli in difficoltà. L’augurio mio è proprio che ciascuno di noi, dal proprio piccolo angolo di vissuto, ripensi un po’ ai propri stili di vita, alle proprie azioni per vedere se c’è del superfluo addosso a noi, se c’è del superfluo nelle nostre scelte se c’è un qualcosa che possa comunque essere utilizzato e creare così delle piccole storie di solidarietà, di amore, di gratuità…L’augurio che rivolgo a tutti gli amici di Tele Radio Padre Pio è quello della pace così come ci ricorda il Papa nel messaggio per la celebrazione della Giornata della Pace che la Chiesa celebra il 1° gennaio. Il compito di ogni cristiano è quello di combattere la povertà per costruire la pace.