Nel 2004 Padre Pio diventa il Patrono delle Associazioni di Volontariato della Protezione Civile in Italia. La decisione della Conferenza Episcopale Italiana viene presa in seguito a una petizione sottoscritta da 160 associazioni di volontariato, per un totale di circa 9000 volontari.

L’istanza era motivata dal fatto che la devozione popolare verso San Pio, diffusa in tutta l’Italia, “testimonia come i suoi gesti e le sue opere si siano spesso manifestati quale segno della Divina Provvidenza a protezione delle persone in situazioni di particolari difficoltà nella vita quotidiana e soprattutto nelle emergenze e abbiano aiutato la gente a vivere la solidarietà e a soccorrere con prontezza il prossimo nelle situazioni di particolare emergenza”.

Per la Protezione Civile italiana “quella del frate di San Giovanni Rotondo è una lezione di umanità semplice, umile, nascosta, nutrita di amore che non ama mostrarsi ma sa arrivare al momento giusto a chi ha bisogno di noi”. San Pio viene così indicato come un maestro delle virtù richieste a quanti hanno scelto di esprimere la condivisione con coloro che vivono momenti di dramma e di sofferenza nelle catastrofi e nelle calamità di qualsiasi natura.

Il legame tra Volontari e Padre Pio, vede in questo 2022, una particolare coincidenza che si verificherà nella data del 16 giugno. Mentre ricorderemo i 20 anni dalla canonizzazione del Santo Stigmatizzato, inizieranno a Roma i lavori degli Stati Generali del Volontariato della Protezione Civile. Per parlarci di questo appuntamento abbiamo avuto come ospite, in “Tempo d’Estate”, la dottoressa Filomena Papa, responsabile del Servizio Volontariato del Dipartimento della Protezione Civile.

Quella degli Stati Generali, ha detto la dottoressa Papa, è una tappa fondamentale per un confronto partecipato e attivo sui grandi temi del volontariato e sulle sue prospettive per il futuro, non a caso il tema scelto è “Il Futuro è insieme”. Nel tratteggiare alcuni dei momenti salienti della nostra storia nazionale in cui ha preso forma la Protezione Civile, la Dirigente ha sottolineato che si tratta di «una lunga tradizione che si incrocia con tanti eventi del nostro Paese; addirittura alcune organizzazioni di volontariato affondano le proprie radici nel 1200». Il Volontariato di Protezione Civile è nato sotto la spinta delle grandi emergenze che hanno colpito l’Italia negli ultimi 60 anni, come l’alluvione di Firenze del 1966 e i terremoti del Friuli e dell’Irpinia.

Particolare accento è stato posto, poi, sull’impegno straordinario profuso negli ultimi due anni per far fronte alla pandemia da Covid. Filomena Papa ha quindi evidenziato gli aspetti che motivano, anche attraverso l’insegnamento di Padre Pio, i volontari che decidono di immedesimarsi totalmente nel prossimo soccorrendo, lasciandosi prendere completamente dalle esigenze delle vittime delle tragedie che periodicamente colpiscono il nostro territorio, dimenticando le proprie esigenze per dare priorità assoluta ai bisogni degli altri, con totale senso di solidarietà. «Abbracciare un’esperienza di volontariato, non significa solo vivere un momento di aggregazione sociale, ma anche una missione; chiunque si occupa di protezione civile sa bene che il proprio impegno non si limita all’adempimento dell’opera nelle attività che si è chiamati a svolgere, ma lo si fa con lo spirito di solidarietà e anche con l’immedesimazione nei valori di dedizione che sono rappresentati da Padre Pio».

La Protezione Civile, infatti, commentando la scelta di Padre Pio come patrono, lo definì “un grande educatore di uomini, aiutati a tirar fuori da sé il meglio della loro umanità, in una dimensione d’amore che rende possibile ad ogni uomo una risposta piena e convinta all’amore di Dio, da rendere visibile agli altri nella concretezza delle scelte, dei gesti, delle azioni di ogni giorno. Una lezione di umanità semplice, umile, nascosta, nutrita di amore che non ama mostrarsi ma sa arrivare al momento giusto a chi ha bisogno di noi”.

Anche con queste motivazioni, a dieci anni dalla precedente edizione, gli Stati Generali 2022 puntano a creare un momento di dialogo tra le organizzazioni di volontariato e le istituzioni sulle sfide future di questa fondamentale componente e struttura operativa del Servizio Nazionale. Le quattro giornate di lavori – in programma a Roma presso l’Università degli Studi Roma Tre – saranno occasione per parlare di temi chiave per il futuro del Volontariato e in particolare di sicurezza, risorse, strategie di comunicazione, valori, rappresentanza, prospettive, attività in ambito internazionale, pianificazione di protezione civile.