Mons. Frisina: “Cantare sulla tomba di Padre Pio è stato indimenticabile”

Domenica 30 marzo Mons. Marco Frisina ed il coro della Diocesi di Roma si sono recati a San Giovanni Rotondo per pregare sulla tomba di San Pio da Pietrelcina.
Dal 1985 Don Marco è Maestro Direttore della Cappella Musicale Lateranense.
Responsabile musicale degli eventi giubilari nel 2000, don Marco ha ricevuto il Premio “Colonna sonora 2002” per la colonna sonora del film San Giovanni – L’Apocalisse.

Don Marco Frisina in visita ai luoghi di San Pio da Pietrelcina. E’ la prima volta?

Per me è la prima volta. Sembrerà strano ma è così. Abbiamo tenuto un concerto a San Severo e prima di ripartire per Roma siamo passati per salutare San Pio e pregare per la pace.

Sulla tomba di Padre Pio avete eseguito il canto “Pacem in terris”.
Lei crede che la musica possa essere strumento di unione tra i popoli?

Certamente! Il Signore vuole da noi la preghiera per la pace, il Santo Padre ce lo ricorda sempre e credo che la musica sia preghiera, preghiera che coinvolge il cuore e la mente. La musica non ha frontiere, mette pace perché fa stare insieme gli uomini, li fa vivere con lo stesso cuore, la stessa emozione, la stessa anima e quindi può essere una bella arma se usata nel senso vero, nel senso giusto così come il Signore ce l’ha donata.

Don Marco lei ha scritto 20 oratori per il Papa. Un aggettivo per definire il Santo Padre?

Per noi è un padre ed è sempre stato un padre. Definirlo con un aggettivo è difficile perché credo che lui sia un grande testimone, una persona che portando la croce ci porta dietro a lui e quindi per usare un solo aggettivo direi che è un giovane, un testimone giovane. Non è importante l’età anagrafica e lo dimostra sempre, ha la giovinezza nello spirito.

Che cosa porterete a casa dopo questa sosta a San Giovanni Rotondo?

Purtroppo una breve sosta. Ho visto i giovani del coro commossi davanti la tomba di Padre Pio cantare “Alto e glorioso Iddio”, che è una preghiera francescana e “Pacem in terris”. Li ho visti emozionati e credo che per loro pregare in questi luoghi attraverso il canto sia stata una esperienza indimenticabile.