“Cristo, unico fondamento della Chiesa” (25/01/05)

Quest’oggi, festa della conversione dell’apostolo Paolo, si conclude la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, durante la quale, in ogni angolo della terra, i cristiani hanno pregato insieme perché si realizzi la piena comunione secondo la volontà del Signore: Cristo, unico fondamento della Chiesa (1 Cor. 3,1-23). Si tratta di un’affermazione comune e cara a tutte le chiese cristiane, non solo perché ne focalizza l’identità, ma anche perché costituisce un programma di vita per ciascun cristiano, in qualsiasi contesto si trovi. La comunità dei frati cappuccini di San Giovanni Rotondo e Tele Radio Padre Pio hanno dato ampio rilievo a questa settimana con celebrazioni, testimonianze e ospiti in studio.

Durante l’intera settimana di preghiera, la celebrazione eucaristica pomeridiana è stata presieduta da fr. Brian Terry, Frate Francescano dell’Atonement. Nel corso delle sue omelie, presentando la figura del fondatore ed il suo messaggio, ha spiegato: “ Domenica 9 luglio 1893, il Rev. Lewis T. Wattson, Rettore della chiesa episcopale St. John di Kingston, New York, aprì la sua Bibbia, detta del Re Giacomo, con uno scopo preciso: quello di trovare tra le sue pagine un nome per la Comunità religiosa che con tanta forza sentiva che Dio lo chiamava a fondare. Quella domenica di luglio del 1893, Padre Wattson lesse il capitolo cinque, versetto 11 della Lettera di S. Paolo ai Romani che diceva: E non basta! Addirittura possiamo vantarci di quel che siamo di fronte a Dio, perché ora Dio ci ha riconciliati con sé per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Riconciliazione: Ecco il nome che egli avrebbe dato alla sua Comunità, un nome legato a Cristo, Agnello Pasquale, e al Padre: Society of Atonement.” (Congregazioni dell’Atonement). Ma l’unità dei cristiani era importante per Padre Wattson. Egli ben sapeva che questo era esattamente il volere di Cristo. Uno dei suoi versetti preferiti era quello del Vangelo di San Giovanni: Come Tu sei in me, o Padre, ed io in Te, che siano anch’essi una cosa sola in noi, affinché il mondo creda che Tu mi hai mandato (Gv 17,21). Da queste parole di Gesù e dalla sua quotidiana vita di preghiera, Padre Wattson trasse l’ispirazione e la speranza per il futuro della sua nuova Comunità. Nel 1909,Padre Wattson che cambiò il nome in Padre Paolo, iniziò quella che sarebbe divenuto uno dei suoi più durevoli apostolati: l’ottavario per l’unità della Chiesa. Padre Paolo pensò d’inaugurare la settimana di preghiera per l’unità della Chiesa con il 18 gennaio, festa della Cattedra di Pietro a Roma, per finire con la Festa di San Paolo e iniziò a scrivere lettere al clero e agli amici di Graymoor, sia cattolici che Episcopali, chiedendo loro di partecipare all’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani. Oltre 2000 persone aderirono. Nel 1908, Padre Paolo espresse la speranza che: Questa osservanza, iniziata sotto i migliori auspici, possa essere seguita, anno dopo anno, con un sempre crescente numero di consensi, fino all’adempimento della preghiera di Gesù: Ut omnes unum sint. Non poteva certo immaginare che la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani sarebbe stata un giorno celebrata universalmente dalle maggiori Chiese Cristiane”.

Domenica 23 gennaio la comunità dei frati cappuccini ha ospitato presso la Chiesa conventuale di Santa Maria delle Grazie S. Ecc. Mar Youssef Ibraim Sarraf,vescovo del Cairo dei Caldei per presiedere una celebrazione eucaristica secondo il rito siro – orientale o caldeo. Nel corso della sua omelia S. Ecc. Mons. Sarraf ricollegandosi al tema scelto in occasione della settimana ha detto: Noi apparteniamo a Cristo, siamo suoi e di nessun altro. Ciò che fonda la nostra unità è il battesimo, in cui Cristo ci reclama suoi e ci rende uno in lui. L’unità che condividiamo in Cristo è più grande di tutte le differenze, passate e presenti, che dividono la Chiesa. Da questa comune appartenenza a Cristo, consegue che siamo responsabili l’uno dell’altro. Per questo motivo Cristo ci chiama ad edificare il suo corpo, la Chiesa, insieme, come cooperatori impegnati nel comune servizio; per questo motivo i cristiani e le chiese sono chiamati a vivere e lavorare insieme nella comune missione di testimoniare la propria fede e di servire coloro che sono nella necessità
Durante la celebrazione eucaristica negli studi di Tele Radio Padre Pio abbiamo ospitato il Prof. Michele Palladino, incaricato della diocesi di San Severo (FG) il quale ci ha spiegato i passaggi significativi della liturgia in rito caldeo : “La celebrazione eucaristica, memoriale dell’opera redentrice di Cristo e sacramento della sua presenza nella Chiesa, è il centro e il vertice di tutta la liturgia cristiana. Per i cristiani di rito siro – orientale è denominata Consacrazione (Kuddasha), Sacramento (Raza) e talvolta Assemblea (Sinassi)”.

A pochi chilometri da San Giovanni Rotondo e da Monte Sant’Angelo si trova l’abbazia di Santa Maria di Pulsano (nella foto). Il monastero dopo una lunga storia e un periodo d’abbandono durato quasi due secoli , il 20 dicembre 1997 ha visto insediarsi una comunità monastica che è incardinata nell’arcidiocesi di Manfredonia ed è birituale latina e bizantina nell’espressione liturgica e spirituale. Di questa comunità fa parte Padre Massimo Hakim, Responsabile per l’Ecumenismo della Diocesi di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo e ospite di Tele Radio Padre Pio il quale ha affermato: “Siamo tutti monaci cattolici,ma con riti diversi. Dire riti significa anche dire Chiesa, spiritualità. Una spiritualità che si rispetta reciprocamente solo per amore del Signore. Per amore del Vangelo i cristiani devono imparare ad amare e rispettare tutti rifiutando continuamente il peccato della divisione e testimoniando la loro appartenenza a Cristo, unico fondamento su cui poggia la Chiesa. Devo confessare che ho capito cosa significhi ecumenismo vivendo proprio in questa comunità. Questi giorni di preghiera sono stati un invito a riflettere insieme come chiese divise, ad invocare la benedizione le une per le altre. Saremo uniti quando riusciremo a capire che il nostro servizio inizia in Cristo ed è diretto a Dio che ha creato le fondamenta della nostra fede, e da cui proviene l’unità”.