Card.Martino: le vie della pace

Intervista al Cardinale Renato Raffaele Martino presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, durante una sua visita a San. Giovanni Rotondo dove ha celebrato la S. Messa nella cripta che conserva le spoglie di San Pio da Pietrelcina.

Il santo Padre insiste sulla necessità del dialogo per sconfiggere il terrorismo ma questa via non è stata tentata senza successo?

Bisogna non scoraggiarsi, non solo il terrorismo è una piaga gravissima che può colpire ovunque e bisogna certamente andare a scovare i terroristi laddove sono con prevenzione e attenzione attraverso i mezzi disponibili e poi allo stesso tempo bisogna cercare le cause del terrorismo, perché i terroristi non nascono come funghi ma sono determinati a fare questi atti efferati di crudeltà per una ragione e quindi bisogna comprendere quelle ragioni per cercare di eliminare queste cause.

Nel messaggio di S. Santità Giovanni Paolo II nella giornata mondiale della pace si chiede di rafforzare il ruolo delle Nazioni Unite, ritiene possibile che ciò possa avvenire in questo contesto storico monopolizzato dal potere assoluto, economico e militare degli Stati Uniti?

Deve assolutamente venire, perché questo non lo ha detto solo papa Giovanni Paolo II ma già Giovanni XXIII e Paolo VI, tutti hanno insistito su questa necessità di una autorità internazionale superiore e sulla necessità che sia adeguata alle esigenze del nostro tempo. Naturalmente la comunità delle nazioni è fatta di 193 paesi e tutti devono poter avere questa possibilità di esprimere il proprio parere, la propria opinione e il proprio voto, e per questo è importante che la comunità internazionale prenda una coscienza internazionale e le nazioni unite vanno riformate in questo senso.

Lei recentemente ha espresso perplessità sul trattamento riservato a Saddam Hussein , oggi apprendiamo che i Serbi hanno eletto Milosevich al parlamento. Non c’è rischio che i dittatori sanguinari se non resi inoffensivi possano tornare a nuocere?

Certamente bisogna renderli inoffensivi come ogni criminale che ha commesso qualche delitto, qualche crimine, qualche ingiustizia, quello io dicevo è per il trattamento umano, anche i criminali hanno la loro dignità umana, anche i criminali sono nati uomini come noi, esseri umani come noi, è questo bisogna rispettare, l’immagine di Dio che è in ogni uomo anche se è un criminale, un dittatore e questo noi lo abbiamo con i diritti umani, con la nostra nascita. La dignità umana è innata nella nostra natura ed è quello che dobbiamo rispettare la giustizia deve fare il suo corso, ma appunto io mi riferivo alla maniera indegna con cui era stato trattato un essere umano, e ho detto con sincerità quello che io sento per il signor Saddam Hussein dittatore, criminale che deve essere giudicato, la pietà umana vale per tutti.

A suo giudizio qual è la motivazione reale che muove la mano violenta dei fondamentalisti islamici?

Questo bisogna domandarlo a loro. Il Papa in occasione della guerra con l’Irak ha messo ben in chiaro che questa non era una guerra di religione, una guerra di civiltà ma era tutt’altro, e difatti tutti hanno compreso quello che fosse questa guerra e, quindi, naturalmente in tutte le religioni ci sono dei fondamentalisti anche in quella cristiana e perfino in quella buddista e in quella mussulmana, non è la religione cristiana, buddista, mussulmana, le religioni sono religioni di pace e ci spingono verso Dio, verso l’autore della pace e per questo dobbiamo andare a vedere che cosa causa il terrorismo e quindi bisogna vedere queste cause politiche e economiche e le cause culturali.