Lebbra: una malattia dimenticata

Lebbra: una malattia dimenticata”. Con questa frase, scelta dall’AIFO (Associazione Italiana Amici Raoul Follereau) per promuovere la 54a Giornata mondiale dei malati di lebbra, si conclude oggi una campagna di sensibilizzazione, educazione e informazione nella celebrazione della ricorrenza istituita nel gennaio 1954 da Raoul Follereau. Tra le iniziative organizzate per la Giornata mondiale grande importanza hanno avuto gli incontri di sensibilizzazione presso scuole, parrocchie ed altre istituzioni svolti in tutta Italia dai Testimoni della Solidarietà, persone direttamente impegnate nei progetti Aifo all’estero, che per l’occasione si sono fatti promotrici di consapevolezza presso la società civile, testimoniando il loro servizio agli ultimi. Ai microfoni di Radio Padre Pio abbiamo ascoltato la testimonianza di Ieda Lopes la quale dopo aver scoperto di essere stata contagiata dal bacillo dell’hanseniase nel 1998, ha iniziato la cura grazie ad IDEA, Associazione brasiliana di cui ora è rappresentante. Inoltre è membro dell’Associazione brasiliana di Accompagnamento psicologico e orientamento per le persone affette dal morbo di hansen.

 

Signora Lopez è la prima volta che viene in Italia? Sì, è la prima volta che vengo in Italia grazie all’Associazione Aifo che mi ha concesso questa possibilità per far conoscere il lavoro, realizzato in collaborazione con tanti altri volontari, a servizio di questa causa.
Quale è stata la sua prima reazione dopo aver scoperto di essere stata contagiata dal bacillo dell’hanseniase? Quando ho scoperto di essere stata contagiata dal bacillo ero preoccupata ma nello stesso tempo felice poiché ero già a conoscenza di alcune informazioni su questa malattia. In seguito ho ricevuto l’appoggio dell’organizzazione Aifo e questo mi ha permesso di non sentirmi abbandonata e solo così ho trovato assistenza e sostegno. Purtroppo, però, non tutti hanno questa possibilità perché magari vivono in situazioni precarie e sono poche informate. Ecco perché gran parte del mio lavoro consiste proprio nel dare il più possibile informazioni sulla malattia.
Concretamente in che cosa consiste il suo lavoro? L’Associazione per cui lavoro IDEA, in pratica cerca di aiutare le persone che sono colpite dalla lebbra ad avere una vita più dignitosa, più giusta affinché il pregiudizio sociale che accompagna i malati di lebbra diminuisca definitivamente. In pratica portiamo avanti dei programmi di assistenza psicologica, con visite domiciliari. Abbiamo anche dei programmi di generazione di reddito di cui mi occupo in modo particolare. Sono programmi diretti in modo particolare a donne che sono ancora in trattamento per la malattia e proprio perché sono state colpite dalla malattia hanno perso il proprio lavoro. Questi programmi di generazione di reddito aiutano le donne ad avere un’attività propria che le permette di avere un proprio lavoro con cui auto sostenersi. Abbiamo anche iniziative letterarie con persone che si dilettano a scrivere racconti, poesie, libri…sempre per trovare dei modi semplici e efficaci per comunicare informazioni sulla malattia. In questo modo abbiamo scoperto dei veri talenti…ma l’attività principale dell’Associazione resta quella di aiutare tutte le persone malate a ritrovare dignità, stima per se stessi…affinché ogni forma di barriera psicologica venga annullata. E’ importante che i malati di lebbra ritornino a pensare a se stessi come persone valevoli e a considerasi uguali a tutti gli altri esseri umani.

Ogni anno i volontari dell’Associazione AIFO organizzano in questa giornata la distribuzione del Miele della Solidarietà, allestendo banchetti in centinaia di piazze italiane e coinvolgendo altre associazioni, istituzioni, cittadini. Questa iniziativa mira a sensibilizzare la popolazione nei confronti della lebbra e dei temi legati allo sviluppo socio-sanitario nei Paesi a basso reddito, e a raccogliere fondi a favore dei progetti promossi dall’Aifo per la cura dei malati di lebbra. Il ricavato di quest’anno servirà a finanzierà la cura dei malati in Brasile. Attualmente com’è la situazione in Brasile? L’AIFO sostiene i programmi di controllo della lebbra in quattro Stati del Brasile, in collaborazione con le rispettive segreterie della sanità: Acre, Bahia, Goiàs e Parà. Gli obiettivi di tali progetti sono quelli di ridurre gli indici di prevalenza e incidenza della malattia, prevenire le disabilità, fornire attrezzature per la diagnosi e l’accompagnamento dei casi, migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi di trattamento. In Brasile il trattamento della lebbra si effettua nei Centri di Salute municipali. Il Brasile rappresenta il secondo paese al mondo come numero di casi di lebbra, superato solo dall’India. Questo dato sconcertante va associato a fattori socio-economici. Il Brasile è terra di incredibili contrasti: al Sud industrie così avanzate da competere con successo sul mercato mondiale, al nord tecniche produttive e situazioni di sfruttamento rimaste pressoché immutate dall’epoca coloniale. In totale in tutto il Paese le persone colpite dalla malaria va dai 38 mila ai 40 mila casi all’anno accertati… Ciò rappresenta un numero troppo elevato ed è per questo che è importante svolgere un lavoro di informazione e sensibilizzazione.

Tenendo conto della sua esperienza personale, in occasione di questa 54a Giornata mondiale dei malati di lebbra, un appello ai nostri radio ascoltatori per non restare indifferenti … Ci sono molte persone che soffrono e che hanno bisogno del nostro aiuto. Anche se vivono in altri Paesi, lontani da noi sono comunque delle persone, dei cittadini che hanno diritto ad una vita dignitosa. Sono persone con pensieri, sentimenti, emozioni… Persone che hanno anche degli ideali e che purtroppo, a causa della malattia, non hanno avuto le stesse opportunità che hanno gli altri, quelli che si ritengono “i fortunati” oppure “i ricchi”… queste persone hanno bisogno oggi del nostro aiuto. Aiutiamoli!

 

Info.www.aifo.org