“Se ti do un po’ del mio amore poi tu ti bruci..”

Suor Vincenza Tremigliozzi, originaria di Benevento, dal 1942 fa parte della Congregazione delle Pie Operaie di San Giuseppe, fondato a Firenze da Madre Maria Agnese Tribbioli. Oggi, Suor Vincenza ha 86 anni, 64 anni di vita religiosa, e attualmente è Madre Superiora della “Casa San Giuseppe” di San Giovanni Rotondo. Ai microfoni di Tele Padre Pio ha raccontato il suo incontro con Padre Pio. Vi proponiamo alcuni stralci dell’intervista realizzata a Suo Vincenza protagonista della prima puntata di “Guardastelle” rubrica curata da fra Nicola Monopoli in onda sulle frequenze di Tele Radio Padre Pio lunedì 4 dicembre.

 

Suor Vincenza come è nata la sua vocazione? Ho scelto di diventare suora dopo aver sognato, da ragazza, per ben due volte Padre Pio. Dopo di che andai a San Giovanni Rotondo per incontrare personalmente Padre Pio. Il mio grande desiderio era di confessarmi da lui.

Cosa ricorda di quella prima confessione? Ricordo che Padre Pio non ha voluto darmi l’assoluzione perché non andavo a Messa la domenica pur frequentando una scuola gestita da suore… Dopo 15 giorni tornai di nuovo a San Giovanni Rotondo per una seconda confessione. Intanto avvertivo già un cambiamento nella mia vita che mi invitava a farmi suora. Durante la confessione però non ebbi coraggio di esprimere a Padre Pio il mio desiderio… Padre Pio che scrutava i cuori mi disse: “E tu niente hai da dirmi ancora?” Solo allora mi feci coraggio e raccontai a Padre Pio il mio grande desiderio. Volevo farmi suora e stare per sempre accanto al Padre. Padre Pio mi incoraggiò però mi disse anche che dovevo aver pazienza ….e aggiunse: “Presto verrai anche tu… e resterai qui fino a quando lo vorrò io.”

Quando entrò a far parte della Congregazione? Avevo circa 22 anni quando nel 1942 entrai a far parte della Congregazione presso la Casa Madre di Firenze… erano tempi duri e difficili anche a causa della guerra. Avevo molta paura… spesso sognavo di riposarmi sul petto di Padre Pio… Padre Pio che conosceva la mia paura mi disse: “Io ti seguirò ovunque andrai…

Dopo dieci anni trascorsi a Firenze presso la Casa Madre poi ebbe la gioia di essere invitata a San Giovanni Rotondo e dal quel giorno non è tornata più a Firenze se non per motivi legati al suo nuovo incarico… Sono arrivata a San Giovanni Rotondo nel 1952 per volere di Padre Pio che incaricò padre Angelico di far presente la richiesta alla Madre Generale in occasione dell’inaugurazione del Conventino Francescano. In tale occasione Padre Pio disse:“Hai visto che la casa è stata comprata?” Vicino al Conventino Francescano c’era anche un terreno donato a Padre Pio il quale subito dopo lo regalò alla Congregazione Pie Operaie di San Giuseppe per la costruzione di una casa propria con possibilità di ospitare gente che arrivava da fuori oggi conosciuta come “Casa San Giuseppe”.

Terminati i lavori, nel 1978 lei si è spostata, dal piccolo Conventino Francescano, oggi centro di accoglienza per ragazzi in difficoltà, nella nuova Casa e dopo 3 anni è stata eletta superiora della nuova struttura sempre per volere di Padre Pio? Padre Pio ha sempre guidato il mio cammino… voleva che la superiore della nuova casa fosse presente sul luogo per seguire meglio il lavoro quotidiano e le diverse attività che i frati ci affidavano. Il nostro compito era quello di aiutare e sostenere le famiglie in difficoltà e in modo particolare i bambini, di sistemare i paramenti sacri che spesso ci venivano consegnati per essere lavati, sistemati …Vedevo tutti i giorni Padre Pio…A volte qualcuno mi rimproverava perché quando mi recavo in convento con i bambini, Padre Pio si fermava a lungo con loro per consegnarli caramelle, raccontare barzellette e gli altri non avevano la possibilità di baciargli la mano. Partecipavo tutte le mattine alla prima messa presieduta dal Padre. Mi confessavo sempre con Padre Pio… e qualche volta padre Pio mi diceva: “Il Signore ti guarda con divina compiacenza”. Quanta bontà, quanto calore, quanta dolcezza…

Padre Pio in alcune situazioni è stato definito come un uomo burbero, diffidente… Lei ricorda qualche passaggio della sua vita in cui Padre Pio ha dimostrato di comportarsi in questo modo…? So che Padre Pio mi ha sempre voluto bene…era premuroso e affettuoso come un vero papà… Quando mi andavo a confessare dal Padre gli dicevo: “Padre, voglio più bene a voi che a mio padre” e lui rispondeva: “ Fai bene, perché tuo padre ti ha messo al mondo e io ti porto al Signore” Ricordo però, e in un primo momento non riuscii a capire, che per i 25 anni di vita religiosa la Madre Generale voleva regalarmi un viaggio a Lourdes e Padre Pio non mi diede il permesso di spostarmi da San Giovanni Rotondo, dicendomi in dialetto beneventano: “Chi troppo pellegrinè è difficile che si santifica”. Non ho mai fatto lunghi viaggi e non mi sono mai spostata se non per obbedienza alla Madre Generale per presenziare a incontri e ritiri strettamente inerenti al ruolo ricevuto dalla mia Congregazione.

Quando Padre Pio morì lei ha sofferto molto…. Come tutti del resto… perdevo un papà e un Santo… Ricordo che prima mi confessavo sempre con lui…Dopo la sua morte aveva smesso di confessarsi…un giorno, mi apparve nel sogno e mi disse: “Ti sei confessata? Risposi: “No, Padre… non ho commesso peccati mortali…” In quell’occasione Padre Pio rispose: “Ricordati che in una camera anche se è ben chiusa si fa polvere

Madre Vincenza, un aneddoto che ricorda e racchiude un po’ la sua esperienza spirituale con Padre Pio… Sono tanti i racconti e le emozioni… un giorno chiesi a Padre Pio: “Padre mi da un po’ del suo amore per amare Gesù?” Padre Pio rispose: “ Se ti do un po’ del mio amore poi tu ti bruci…