Padre Pio e la Porziuncola

Pochi conoscono la lettera che Padre Pio scrisse ad una delle sue figlie spirituali, la nipote dell’arciprete di Pietrelcina: Graziella Pannullo. Era il 30 dicembre 1921, quando il cappuccino stigmatizzato prese carta e penna e scrisse una bellissima lettera sul francescanesimo ed in particolare sul terz’Ordine Francescano.
Nel cuore della lettera il frate di Pietrelcina si sofferma sulla culla del francescanesimo, la Porziuncola. Padre Pio parla della città di Assisi “monumento parlante del grande amore e dell’infinita carità del S. Padre S. Francesco“.
Premettiamo che Padre Pio non è mai stato ad Assisi e non ha mai visto la Porziuncola. Quello che colpisce il lettore è la dettagliata descrizione che fa il cappuccino di ciò che accade in quella piccola chiesa “piccolo tempio devoto della Santa Porziuncola, annerita dall’ala dei tempi, dove, attraverso i sette secoli di religiosa ammirazione, i baci dei penitenti hanno levigato, come marmo ed alabastro le rozze pareti, come batte il cuore del memore pellegrino che ivi si sofferma a pregare fervorosamente! Ogni oscuro mattone ridice la storia di mille e mille anime, che, in confidente abbandono, vi hanno poggiato il capo nella angoscia della vita”.
Osservazioni, considerazioni e riflessioni che può annottare sul suo diario solo chi ha vissuto il pellegrinaggio nella piccola chiesetta voluta da San Francesco. Sicuramente il frate cappuccino che mai è stato ad Assisi, per altre “vie” avrà raggiunto questo luogo tanto caro a tutti i francescani.
Poi, Padre Pio, inviando la figlia spirituale ad andare ad Assisi, spiega che lì “il pellegrino ivi s’inginocchia istintivamente e nel silenzio divino, sente aleggiare su lui come una benedizione soavissima, e la infinita e dolce preghiera risuona e passa da secoli e passerà nei secoli, ardenti di amore dei santi, olocausti di vittime pure, lagrime di redenti”.
Poi il frate del gargano termina con un esclamazione “Oh! come è grande, come è dolce nella Chiesa di Gesù, il domma divino della comunione dei santi. Questa veramente è la porta della vita eterna. Come sta scritto sulla fronte del piccolo tempio devoto della Porziuncola”.
I confratelli di Padre Pio a cento anni dalla sua stimmatizzazione e a cinquanta dalla sua morte nel 2018, hanno portato in peregrinatio l’abito delle stimmate. Un anno fa l’abito di Padre Pio sostava pellegrino dal padre serafico Francesco, nella piccola porzione di Chiesa.
La lettera è contenuta nel III Epistolario di Padre Pio. Prima lettera a Graziella Pannullo 30 dicembre 1921