All’alba di una nuova giornata, all’aeroporto di Fiumicino sono arrivati ventisette rifugiati somali e sudanesi provenienti da Addis Abeba, in Etiopia. Tra loro vi sono dodici minori, bambini che hanno conosciuto troppo presto la paura della guerra, della fuga e dell’incertezza del futuro. Per queste famiglie il viaggio verso l’Italia non è stato una traversata disperata del Mediterraneo affidata ai trafficanti di esseri umani, ma un percorso sicuro, legale e protetto reso possibile dai corridoi umanitari promossi dalla Comunità di Sant’Egidio insieme alla Conferenza Episcopale Italiana e alle istituzioni dello Stato italiano.
È una storia di accoglienza, ma soprattutto una storia di civiltà.
Chi sono i nuovi arrivati
I ventisette rifugiati accolti in Italia appartengono a nuclei familiari che da anni vivevano nei campi profughi etiopi. I cittadini sudanesi sono fuggiti dalla devastante guerra civile esplosa nell’aprile del 2023 tra le forze armate regolari e le milizie paramilitari, un conflitto che ha provocato una delle più gravi emergenze umanitarie del nostro tempo, con milioni di sfollati e rifugiati e città intere distrutte, a partire dalla capitale Khartoum. I profughi somali, invece, sono vittime delle violenze e delle persecuzioni operate dal gruppo jihadista Al-Shabaab, che continua a esercitare il proprio controllo su ampie aree del Paese e a colpire la popolazione civile con attentati, estorsioni e reclutamenti forzati.
Per tutti loro l’Italia rappresenta la possibilità di ricominciare.
Ad accoglierli all’aeroporto c’erano i volontari della Comunità di Sant’Egidio e alcuni familiari già residenti da anni nel nostro Paese, pienamente integrati e, in alcuni casi, diventati cittadini italiani. Le famiglie saranno ospitate a Roma e in diverse regioni italiane, tra cui Basilicata, Campania ed Emilia-Romagna, dove inizieranno immediatamente percorsi di apprendimento della lingua italiana, inserimento scolastico per i minori e accompagnamento al lavoro per gli adulti.
Che cosa sono i corridoi umanitari
I corridoi umanitari sono un sistema di ingresso legale e sicuro destinato alle persone più vulnerabili in fuga da guerre, persecuzioni, violenze e crisi umanitarie, che nasce ufficialmente nel febbraio del 2016, nel pieno della grande crisi migratoria che aveva visto migliaia di persone morire nel Mediterraneo tentando di raggiungere l’Europa, creando una via alternativa ai trafficanti e dimostrando che sicurezza e solidarietà non sono valori contrapposti..
L’obiettivo è semplice e al tempo stesso rivoluzionario: permettere ai rifugiati di raggiungere il Paese che li accoglierà senza affrontare i viaggi della disperazione attraverso il deserto, i campi di detenzione libici e le traversate del Mediterraneo organizzate dai trafficanti di esseri umani. Il primo protocollo d’intesa fu firmato tra il Ministero dell’Interno, il Ministero degli Affari Esteri, la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e la Tavola Valdese. Negli anni successivi il modello si è ampliato coinvolgendo anche la Conferenza Episcopale Italiana e numerose diocesi, associazioni e comunità locali.
Le persone selezionate ricevono un visto umanitario rilasciato dalle autorità consolari italiane presenti nel Paese di transito o di primo rifugio e possono così viaggiare con normali voli di linea, in piena sicurezza e nel rispetto delle normative internazionali.
Una volta arrivate in Italia vengono accolte da reti di famiglie, associazioni, parrocchie e volontari che ne accompagnano il percorso di integrazione sociale e lavorativa. Il sostegno economico è garantito principalmente dall’8×1000 della Chiesa cattolica, da raccolte fondi e dal contributo gratuito di migliaia di volontari e cittadini. Nel corso degli anni i corridoi umanitari hanno permesso l’arrivo in Italia di rifugiati provenienti da numerosi teatri di guerra e di persecuzione come Siria, Sudan e Somalia, ma anche provenienti da Libano, Etiopia, Niger e altri Paesi di primo asilo. Dal febbraio 2016 fino ad oggi, grazie a questo modello, migliaia di rifugiati hanno raggiunto l’Italia in modo sicuro e legale, evitando le rotte della morte nel Mediterraneo.
L’accoglienza come scelta evangelica
Per la Comunità di Sant’Egidio i corridoi umanitari non rappresentano soltanto un progetto sociale o umanitario. Essi incarnano una precisa scelta evangelica: riconoscere nel volto del rifugiato il volto del prossimo e costruire ponti dove il mondo rischia di erigere muri e rappresentano oggi una delle esperienze più apprezzate a livello internazionale nel campo delle politiche migratorie. Ogni famiglia che arriva in sicurezza nel nostro Paese racconta che un’alternativa alle tragedie del mare esiste già. Essi dimostrano che è possibile coniugare il controllo degli ingressi con la tutela della vita umana, la sicurezza con l’accoglienza, la legalità con la solidarietà. Per molti osservatori internazionali questa esperienza potrebbe diventare un modello stabile per l’intera Unione Europea. In un tempo segnato da guerre, migrazioni forzate e paure, i corridoi umanitari continuano a ricordare all’Europa e al mondo che la speranza può viaggiare su un normale volo di linea e atterrare, finalmente, in un luogo chiamato futuro.
















