Secondo appuntamento con le catechesi al popolo della quaresima.

 

In questo secondo sabato il tema è stato: “mentre pregava il suo volto cambiò di aspetto e la sua veste diventò candida e sfolgorante” (Lc 9,7). Cercare il volto del Signore (cfr Sal 27,8)

La catechesi è stata guidata da S. Ecc. Rev.ma Mons Giancarlo Vecerrica vescovo emerito di Fabriano –  Matelica e ideatore del pellegrinaggio a piedi Macerata –  Loreto che lo scorso anno ha festeggiato il quarantesimo anno.

All’inizio del suo intervento mons. Vecerrica ha subito sottolineato il senso di gratitudine per l’invito ricevuto dai frati di ritrovarsi nuovamente qui a San Giovanni Rotondo. “Ogni volta che sono venuto, sono andato via più ricco” 

Il primo punto della sua riflessione è stato un’interrogativo: di cosa abbiamo veramente bisogno oggi veramente per vivere bene? Abbiamo bisogno di vedere Dio – ha continuato il vescovo – abbiamo bisogno di incontrarlo. Da questo bisogno sono nate tutte le religioni, però solo nella rivelazione ebraico – cristiana, Dio ha preso l’iniziativa di rispondere a questa domanda. Si è fatto vedere, si è fatto incontrare. Mosè scese dal Monte con il volto raggiante perché aveva visto Gesù. Quando abbiamo bisogno oggi di cristiani con il viso raggiante? – ha continuato ancora Mons. Vecerrica – Preghiamo il Signore perché ci chiami a dialogare con lui, e rendere bello anche il nostro volto, per renderci portatori della bellezza di Dio”.

Secondo punto della riflessione: ma come è possibile essere cristiani così?  “Papa Francesco sul volto luminoso e bello di Gesù ci indica Dio, impostando l’anno della misericordia  con la bolla di indizione “Misericordiæ Vultus” . Tutto il vangelo, la vita terrena di Gesù è un incrocio di sguardi belli e misericordiosi. uno sguardo che fa rinascere le persone: Pensate quando Gesù ha guardato l’adultera, quando ha guardato Pietro dopo che l’aveva rinnegato, pensate come ha guardato il buon ladrone o come ha guardato la mamma per donarla a Giovanni e a noi”

L’ultimo punto della riflessione è stata ancora una volta una domanda: Noi cosa dobbiamo fare?  “Se il volto di Gesù rende bella e luminosa la vita e il nostro volto, noi dobbiamo educarci allo sguardo di Gesù, educarci a guardare di più Gesù nella nostra.  La vista del volto è la porta d’ingresso per la conoscenza. San Gregorio Nazianzeno, diceva: i concetti creano gli idoli solo lo stupore fa conoscere”

“Siate Pellegrini e non vagabondi”

Questo lo slogan che ogni hanno diventa invito per i giovani protagonisti del pellegrinaggio a piedi macerata Loreto che mon. Vecerrica ha volto sottolineare anche durante la sua catechesi. “Il Pellegrino ha una meta sempre presente durante il cammino.  Oggi in questo mondo incattivito pieno della predicazione di odio, di violenza, di razzismo abbiamo bisogno di avere gli occhi sullo sguardo di Gesù.

Prima di concludere la sua catechesi il vescovo Giancarlo, ha voluto lasciare due testimonianze: Il messaggio di Papa Francesco sulla quaresima: Non lasciamo trascorrere invano questo tempo favorevole! Chiediamo a Dio di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione. Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice.

La seconda testimonianza è quella di Padre Pio che ha visto ed adorato il volto di Dio aiutato dalla mamma celeste:  “Ella la Vergine Maria è la più potente di tutti i nostri nemici, teniamo gli occhi negli occhi della mamma celeste perché i suoi occhi sono ricordi di luce infinita”

Oggi è possibile sulla terra conoscere il volto di Gesù nell’Eucaristia, nella confessione, nella vita di comunità e nel prossimo.

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