Attendere il Papa con i giovani

“Papa Francesco quando arriva porta la sua allegria, gioia e vitalità. Porta anche la giovinezza. Attendere il Papa con i giovani è stata una bellissima esperienza: il segno più bello che abbiamo offerto al Papa”. Fr. Pasquale Cianci, responsabile della pastorale giovanile vocazionale della provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio, racconta l’esperienza dei “giovani di Padre Pio”. Evento vissuto il giorno precedente alla visita di Papa Francesco a San Giovanni Rotondo.

La festa 

La vigilia della visita del Santo Padre è stata una giornata intensa. Nella cittadina garganica, sono giunti più di 1000 giovani, per partecipare ad un momento di festa e di preghiera. Iniziativa promossa ed organizzata dalla pastorale giovanile dei frati minori cappuccini della provincia di Sant’Angelo e Padre Pio e della diocesi di Manfredonia – Vieste e San Giovanni Rotondo. Evento che si inserisce tra le iniziative in preparazione al Sinodo dei giovani che si terrà ad ottobre.

  • La Chiesa è giovane

“Padre Pio è stato giovane come tanti giovani – dice fr. Pasquale – aveva 31 anni quando ha ricevuto i segni del Signore”. Era un giovane “che aveva le sue paure, guardava le sue mani ferite, il suo costato, i suoi piedi. Aveva paura, non capiva il perché di questi segni“. Era un giovane che “come tanti giovani aveva i suoi dubbi”. Ma oggi “Padre Pio è chiamato Padre perché c’è bisogno anche per i giovani di un riferimento paterno e lui come Papa Francesco che è un papà ed attira tanti giovani riesce ad essere, un segno ma anche una certezza”. “I giovani hanno bisogno di certezze. Papa Francesco e Padre Pio sono uomini che testimoniano questa certezza. La chiesa è giovane, porta in se i germi della giovinezza, della resurrezione“. I giovani hanno vissuto una serata intensa fatta di festa, testimonianze, musica e preghiera. Nella prima parte “La festa dei Giovani – Aspettando Papa Francesco”, condotto dalla giornalista Safiria Leccese, i ragazzi hanno avuto modo di ascoltare molte testimonianze.

  • Il racconto di Pellegrina

Durante la festa, la testimonianza la più toccante, in riferimento alle stimmate di San Pio, è stata donata da fr. Luciano Lotti, segretario generale dei gruppi di preghiera. Fr. Luciano ha proposto alla riflessione dei giovani un monologo a partire dalla reazione della sorella di Padre Pio, Pellegrina, alla notizia della stimmatizzazione. Una storia che la ragazza ha ascoltato da sua madre, Mamma Peppa, a sua volta informata del fatto da Don Salvatore Pannullo, parroco di Pietrelcina. La sofferenza di Padre Pio era la sofferenza di mamma Peppa, che aveva compreso che il figlio era diventato come Gesù e come il Serafico Padre San Francesco.

Dopo il lungo racconto Fr. Luciano ha ricordato le parole di mamma Peppa: “Mio figlio un po’ soffrirà e un po’ sarà felice, perché io lo conosco è mio figlio, è innamorato e noi non lo capiremo mai. Perché Padre Pio è così”.

Presenti al momento di festa anche i giovani cantautori Kantiere Kairòs e Suor Cristina Scuccia che ha raccontato la sua vocazione e il suo amore per la musica, lanciando dei messaggi significativi: “Si lascia casa, amici la sicurezza di un posto sicuro ma il Signore ricambia, donando cento, anzi, mille volte di più”.

  • San Giovanni Rotondo luogo di preghiera per i giovani

Il responsabile della pastorale giovanile vocazionale della diocesi di Manfredonia – Vieste e San Giovanni Rotondo, don Salvatore Miscio, in riferimento al Sinodo dei Giovani del prossimo ottobre, nel suo intervento, ha auspicato che la città di San Giovanni Rotondo diventi un luogo di preghiera, soprattutto per i giovani.

Tra le testimonianze, un momento intenso è stato vissuto con zia Caterina Bellandi, la taxista che, con i suoi colori e suoni, è riuscita ad incantare i presenti con le sue parole. Dopo la morte del suo compagno, zia Caterina ha trasformato il dolore in amore, allietando la sofferenza dei bambini, ricoverati nel reparto di oncologia dell’’ospedale Mayer di Firenze. Zia Caterina con il suo taxi li accompagna in stazione, in ospedale o, semplicemente, in giro per la città, per una pizza o un cinema. Accanto a lei, sul palco, anche tanti clown dell’associazione il Filo del Sorriso di Foggia, consegnando palloncini e fazzoletti colorati a tutti.

La preghiera

“Beati Voi, Giovani Se Amerete La Croce Del Cristo” è stato il titolo della veglia presieduta da mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. Durante il momento di preghiera sono stati presentati all’assemblea quattro figure di giovani che, attraverso la loro storia, hanno amato la croce di Cristo: san Domenico Savio, la beata Chiara Luce Badano, san Pio da Pietrelcina e Chiara Corbella Petrillo.

  • Voi siete luce e sale delle terra

Mons. Galantino, durante la sua riflessione, si è rivolo ai giovani riprendendo il mandato del Vangelo: “Voi siete luce e sale delle terra”. “La forza e il significato pieno di questo mandato è contenuto soprattutto nelle parole precedenti quelle delle beatitudini, –  ha detto il presule –  Gesù intende dire ai suoi discepoli che, solo se la vita è spesa nella logica delle beatitudini, la vostra presenza contribuisce a rendere più significativa, più bella la vostra e la vita degli altri”.

Il Discepolo di Gesù è chiamato a seguire una segnaletica ben definita, la segnaletica delle beatitudini che è fatta di passione per le opere di pace, di attenzione misericordiosa verso gli altri, di vita segnata dalla sobrietà come ha fatto San Pio”.  Al termine del suo discorso il vescovo ha invitato i ragazzi ad essere più che apparire perché “l’amore non si dimostra; l’amore si vive, la luce non va dimostrata; la luce va accesa”.