Quattro nuovi figli di san Francesco

Attraverso la professione della vita e della Regola dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, fr. Giovanni Mercurio da San Giovanni Rotondo, fr. Antonio Aldo Tartaglia da Chieuti, fr. Massimiliano Scolozzi da Pulsano e fr. Daniele Moffa da Foggia si sono consacrati per sempre al Signore, abbracciando quella stessa vita di perfetta castità, obbedienza e povertà, che san Francesco scelse per sé e per i suoi frati. La suggestiva liturgia della professione perpetua è stata celebrata il pomeriggio del 20 settembre, nel corso di una solenne Eucaristia presieduta, nella grande chiesa intitolata a San Pio da Pietrelcina, da fr. Francesco Daniele Colacelli, Ministro Provinciale di “Sant’Angelo e Padre Pio”. Tanti concelebranti e numerosi frati in formazione hanno fatto da corona ai quattro professi, nel ringraziamento a Dio per il grande dono ricevuto, unitamente alle loro famiglie di origine. Prendendo spunto dalla parabola del padrone della vigna e degli operai (Mt 20, 1-16) proclamata nel corso della celebrazione, il Ministro Provinciale, nella sua omelia, ha ricordato che “il nostro Padrone è il Padre che non impone mai nulla, non pretende, non obbliga, ma si limita a proporre e poi lascia libera decisione”.

«Quello che il Padrone vi offre», ha precisato fr. Francesco, rivolgendosi ai quattro professi, «non è il lavoro dei servi ma il ruolo di amici», così come ha detto Gesù: “Non vi chiamo più servi ma amici” (Gv 15,15). «Con la professione perpetua», ha incalzato il Provinciale, «il Signore vi invita a vivere non secondo la logica del mondo, ma seguendo la sua legge, che è la legge dell’amore, del dare senza neppure sperare di ottenere qualcosa in cambio». Gli esempi per eccellenza sono san Francesco e san Pio da Pietrelcina che hanno glorificato Cristo con l’altissima testimonianza di vita, giungendo a conformarsi al Redentore, col proprio corpo, attraverso i sigilli della passione.

A fr. Giovanni, fr. Antonio, fr. Massimiliano e fr. Daniele il compito di rendere il cuore docile all’ascolto per capire quello che Dio vuole: un compito che, per fr. Francesco, «può riuscire solo se faremo correre le rotaie della nostra vita sul doppio binario dell’umiltà e dell’obbedienza, riconoscendo così la volontà del Signore e lavorando con profitto nella Sua vigna».   

Subito dopo l’omelia il Ministro Provinciale ha chiesto ai quattro frati di esprimere davanti alla comunità di Dio radunata la volontà di appartenere più intimamente a Dio attraverso il nuovo e definitivo titolo della professione perpetua; di servire, amare e pregare il Signore Dio, fino a diventare preghiera vivente, come il Padre san Francesco; di avere cura e sollecitudine per i fratelli, rendendo testimonianza a Cristo con la parole e con le opere e abbracciando l’altissima povertà.

 

Per quattro volte è risuonata la risposta dei frati: “Sì, lo voglio”. Il canto delle litanie dei Santi ha preceduto il momento della Professione durante il quale i quattro frati, inginocchiati dinanzi al Ministro Provinciale, ponendo le loro mani in quelle di fr. Francesco, hanno fatto voto a Dio padre santo e onnipotente, con fede salda e volontà decisa, di vivere per tutto il tempo della loro vita in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità, per tendere, con l’aiuto di tutta la fraternità, alla perfetta carità nel servizio di Dio, della Chiesa e degli uomini.

La preghiera di consacrazione, l’abbraccio di pace con il Ministro Provinciale e con tutti i confratelli hanno reso visibile la grande emozione di fr. Giovanni, fr. Antonio, fr. Massimiliano e fr. Daniele.

Anche il Ministro Generale dei Frati Minori Cappuccini, fr. Mauro Johri, ha voluto rendersi partecipe della liturgia inviando ai neo professi una pergamena augurale, contenente una benedizione speciale.

La celebrazione eucaristica si è conclusa con l’atto di affidamento dei quattro frati alla Vergine Santa: proprio a Lei, infatti, il Ministro Provinciale, nel corso dell’omelia, ha affidato i passi del loro nuovo cammino, «col sostegno e la forza che solo una madre può donare».

Con la professione perpetua di fr. Giovanni, fr. Antonio, fr. Massimiliano e fr. Daniele sale il numero di frati professi all’interno della Provincia di “Sant’Angelo e Padre Pio”. Allo stesso tempo, numerose sono anche le richieste di informazioni per accedere alla casa di accoglienza provinciale di San Marco la Catola, senza contare il numero di giovani e ragazzi frequentanti le giornate vocazionali, in un trend positivo in deciso aumento.