Padre Pio predisse direttamente a Moro la sua morte

Lo rivela il gen. Antonio Cornacchia, sulla base della testimonianza si uno dei suoi “uomini”

Che Aldo Moro fosse devoto di Padre Pio era già noto, così come sono documentate almeno tre visite del leader democristiano a San Giovanni Rotondo: due quando il mistico Frate era ancora in vita e una nel 1976. Sono state pubblicate da tempo, infine, le testimonianze dell’ex giornalista del giornale radio Rai Giovanni Gigliozzi e di padre Tarcisio Zullo da Cervinara, che in circostanze diverse e con parole diverse sentirono pronunciare dal Cappuccino stigmatizzato espressioni che si sono poi rivelate profetiche sulla morte dello statista pugliese, in entrambi i casi non presente (cfr. S. Campanella, Aldo Moro, devoto e discepolo di Padre Pio, in Voce di Padre Pio, gennaio 2019, pp. 28-31).

Di recente, però, è emerso che Padre Pio predisse la sua fine cruenta anche direttamente all’onorevole Aldo Moro, probabilmente durante il loro ultimo incontro, il 15 maggio 1968. La fonte è Antonio Cornacchia, generale di Brigata in quiescenza dell’Arma dei Carabinieri, che da comandante del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Roma ha svolto indagini sulla strage di via Fani, sul rapimento e l’uccisione dell’allora presidente della DC.

Nel suo ultimo libro, intitolato Uccidete Moro. Verità celate tra spiritismo e depistaggi. Io c’ero, pubblicato quest’anno da Armando Curcio Editore ha scritto: «A non condividere la politica di Moro, oltre a una buona parte dei suoi cosiddetti “amici di partito”, anche padre Pio, il quale in occasione di un incontro, forse l’unico, con il presidente della DC, lo aveva messo in guardia parlando di una morte violenta e prematura» (p. 185, il sottolineato è un’aggiunta di chi scrive).

Il volume è stato presentato a San Giovanni Rotondo, nella sala inferiore dell’hotel Corona, il 18 settembre scorso, dall’autore e dalla direttrice editoriale della casa editrice, Anna Gentilini, per iniziativa della locale sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri, in collaborazione con il Rotary Club di San Giovanni Rotondo, la sezione sangiovannese dell’Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia, Padre Pio Tv e la Armando Curcio Editore.

L’intervento del gen. Cornacchia durante la presentazione del suo libro.

Al termine della presentazione, lo scrivente, che ha svolto il ruolo di moderatore, dopo aver precisato che Moro incontrò Padre Pio almeno due volte, ha chiesto al Generale in che modo era venuto a conoscenza della notizia di tale profezia del Cappuccino stigmatizzato.

Significativa la presenza di pubblico (nel rispetto delle norme anti-covid) alla presentazione.

L’alto ufficiale in quiescenza ha risposto rivelando che la sua fonte è stato «il capo scorta di Aldo Moro, un maresciallo dei Carabinieri che apparteneva agli uomini del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma», all’epoca comandato dallo stesso Cornacchia, il quale ha anche fatto presente che «il capo scorta era uomo di fiducia dello statista pugliese e non lo lasciava mai da solo, neppure per brevi istanti, pertanto riuscì a sentire quello che disse il Cappuccino stigmatizzato».

L’incontro tra gli organizzatori dopo la presentazione.

Si tratta di Oreste Leonardi, «maresciallo dei carabinieri di 52 anni. Nasce nel 1926 a Torino. Mentre frequenta il II ginnasio, Oreste rimane orfano del padre che muore durante la Seconda guerra mondiale. Da quel momento decide di terminare gli studi e di arruolarsi nell’Arma dei Carabinieri. Dopo aver lavorato in diverse sedi, viene inviato a Viterbo. Lì diviene istruttore della Scuola Sabotatori del Centro Militare di Paracadutismo e nel 1963 viene assegnato come guardia del corpo dell’onorevole Aldo Moro. Il maresciallo Leonardi era l’ombra di Moro, la sua guardia del corpo più fedele: quel 16 marzo 1978, trovandosi sul sedile anteriore della macchina del presidente, vicino al posto di guida, è proprio lui a compiere un tentativo estremo per proteggere Moro con il proprio corpo, Ha lasciato la moglie e due figli» (Uccidete Moro, pp. 146-147).

Quando chi scrive ha pregato il gen. Cornacchia di precisare se l’on. Moro, nella circostanza, abbia ascoltato la profezia di Padre Pio, ha ottenuto una risposta chiara e determinata: «Certo che l’ha ascoltata!».

Il gen. Antonio Federico Cornacchia nella sua Monteleone di Puglia (FG).

Nato nel 1931 a Monteleone di Puglia, in provincia di Foggia, Antonio Cornacchia è devoto di Padre Pio, che conobbe prima di iniziare la sua carriera nell’Arma grazie all’aiuto di un suo cugino frate cappuccino, padre Angelo Colangelo (morto nel maggio del 2014), compaesano e compagno di studi del più noto confratello padre Marciano Morra (deceduto a gennaio di quest’anno), storico segretario dei Gruppi di preghiera e autore di numerose pubblicazioni sulla spiritualità del mistico Frate.