“Chiunque abbia incontrato p. Eusebio ha potuto subito comprendere la profondità del suo legame con Padre Pio. Quei cinque anni, compresi tra il 1960 e il 1965, che p. Eusebio ha trascorso qui, a San Giovanni Rotondo, inviato dall’obbedienza come corrispondente della lingua inglese e, successivamente, come assistente personale di Padre Pio, l’hanno reso testimone indefesso dell’umanità, del ministero e della spiritualità del suo e nostro santo Confratello” Queste le parole di Fr. Maurizio Placentino, ministro provinciale dei frati minori cappuccini della Provincia di sant’Angelo e Padre Pio, durante l’omelia della messa esequiale del confratello Fr. Eusebio Notte venuto a mancare la sera del 5 febbraio scorso.

Fr. Eusebio Notte da Castelpetroso (IS) per cinque anni è stato assistente di Padre Pio e stabilì con lui un rapporto di profondo affetto filiale e grande confidenza.

Padre Pio aveva percepito le qualità e il valore di questo giovane confratello che i superiori gli avevano posto accanto. – ha continuato Fr. Maurizio –  Forse si può intuire persino una certa affinità caratteriale tra loro, che ha favorito la storia di una profonda amicizia. Amicizia che è giunta, per il nostro santo Confratello, in un momento difficile, quando, ormai, l’età avanzata, le più acute sofferenze fisiche e le indagini dell’autorità ecclesiastica nei suoi confronti pesavano sul cuore dell’anziano stimmatizzato. Le attenzioni, le cure, la vicinanza e la simpatia di p. Eusebio sono state un balsamo per le tribolazioni di Padre Pio che un giorno, con le lacrime agli occhi, gli disse: «Figlio mio, quanti sacrifici fai per me! Però ricordati: tu pensa a me ed io penso a te».

Presenti alla celebrazione sacerdoti e confratelli arrivati da ogni convento della provincia per l’ultimo saluto a Fr.Eusebio definito da tanti l’apostolo di Padre Pio.

Una delle foto più belle di Padre Pio è proprio quella che ritrae l’abbraccio amichevole con p. Eusebio. – ricorda ancora il ministro provinciale –  È una foto che descrive e ritrae, consegnandolo alla storia, il reciproco bene e l’importante ruolo che questi due frati hanno avuto l’uno nella vita e per la vita dell’altro. Oggi quell’abbraccio si ripete. Si racconta che, quando p. Eusebio fu trasferito da San Giovanni Rotondo, l’anziano Confratello e amico pianse. Oggi l’amicizia si riveste di eternità, viene rapita per sempre nella gloria di Dio. Oggi si realizza quello che p. Eusebio si augurava: «Se Padre Pio mi ottiene la grazia dal Signore di raggiungerlo nel Cielo, nelle lunghe serate dell’eternità ci racconteremo le vicende vissute insieme sulla terra, specialmente quelle che conosciamo solo noi».