Mons. Castoro…in nomine Jesus

“Affido il mio episcopato alla materna intercessione di Maria santissima, Regina di Siponto. Preparami un buon cammino”. Con queste parole annotate sul registro dei visitatori della Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto, sede dell’antica diocesi, è iniziato il cammino di mons. Michele Castoro nella sua nuova terra: l’Arcirdiocesi di Manfredonia-Vieste.San Giovanni Rotondo. È iniziato il 19 settembre 2009, giorno che rimarrà impresso nel cuore di tanti fedeli festanti per l’attesa di colui che ha ricevuto il mandato da Papa Benedetto XVI di essere il 125° vescovo della sede episcopale che ha radici nell’età apostolica. L’Arcivescovo si è soffermato a venerare l’immagine della Madonna affidandosi alle sue mani di Madre, “sentendosi chiamato a fare proprio il suo fiat, a rivivere e attualizzare ogni giorno l’affidamento che Gesù fece di Maria, in piedi presso la Croce, al Discepolo e del Discepolo amato a Maria”. Un cammino iniziato nel silenzio, nella semplicità e nell’umiltà, il Pastore è stato accolto dall’esplosione di gioia e di festa dei giovani, radunatisi per accoglierlo e salutarlo in rappresentanza delle diverse comunità parrocchiali della Chiesa locale. Mons. Castoro ha rivolto loro parole di saluto, invitandoli a dilatare gli spazi del cuore per fare spazio a Cristo ed essere suoi testimoni, poiché “il Vescovo, pastore e padre della comunità cristiana, avrà una cura particolare per l’evangelizzazione e l’accompagnamento spirituale dei giovani spinti a crescere nella carità, educati a una vita generosa, disponibile al servizio degli altri, soprattutto degli indigenti e degli ammalati”. Culmine di tutta la giornata è stata la Celebrazione Eucaristica, in una piazza Beato Giovanni XXIII gremita dalla moltitudine di fedeli giunti numerosissimi dalla Diocesi di Oria e da ogni paese dell’Arcidiocesi garganica, trepidanti per l’entusiasmo e ansiosi di accogliere il testimone di Cristo, il pastore, l’evangelizzatore, l’uomo di comunione, il servo di Dio e della sua Chiesa, santa per lo sguardo amorevole dell’Arcangelo Michele e la presenza e testimonianza storica di san Pio da Pietrelcina. Nell’omelia, mons. Castoro ha manifestato i sentimenti che attraversavano il suo cuore, sottolineando anche il suo primo pensiero rivolto agli “ultimi”, agli ammalati, ai poveri, a coloro che vivono senza speranza. La festa della diocesi è proseguita sotto il segno della gioia e della fervida preghiera in segno di ringraziamento e di lode per il dono ricevuto…in nomine Jesus (nel nome di Gesù).