La notte dei senza fissa dimora

Si è tenuta la sera del 4 novembre l’undicesima edizione della “Notte dei senza fissa dimora”, manifestazione organizzata dall’Associazione umanitaria “Fratelli della Stazione”, dal giornale di strada “FogliodiVia” e dagli Avvocati di strada del comune capoluogo dauno.

L’evento si propone da più un decennio di concentrare l’attenzione su un mondo spesso “visibilmente invisibile” e volutamente, per questioni di comodo, ignorato, quello di tantissimi italiani e migranti che per i motivi più diversi dormono all’addiaccio o in convitti più o meno organizzati, in ripari di fortuna o nel peggiore dei casi direttamente in strada o in stazione.

Tante le cause di queste difficilissime situazioni umane: perdita del lavoro, separazione dal proprio coniuge, gioco d’azzardo o comunque disagio sociale.

La serata si è sviluppata come una grande occasione per stare insieme, in momenti di comunione e condivisione, ai poveri e senza fissa dimora che i tanti volontari incontrano ogni sera durante il servizio svolto nei pressi della stazione ferroviaria, nonché una valida opportunità per raccogliere coperte, sacchi a pelo e indumenti da distribuire, oltre che ad asciugamani e lenzuola da donare al dormitorio della Parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori (uno dei pochi presenti sul territorio) che già oggi, da solo, dà accoglienza a ben 25 ospiti.

Dalle ore 20 alle ore 24 e oltre, lungo Piazzale Vittorio Veneto i volontari hanno distribuito pizza e bevande calde organizzando testimonianze, musica e spettacoli per tutti quei nostri fratelli che vivono per strada; a tal proposito, suggestionante è stato il momento in cui sono state accese tante candele per ricordare i tanti, sicuramente troppi, morti nel silenzio e nell’indifferenza.

Foggia con i “Fratelli della Stazione” è ormai da tempo in attesa di un Centro Diurno per i senza dimora, che possa prendere in carico ogni persona con queste particolari necessità, seguirla quotidianamente, accompagnarla nell’accesso ai servizi e nei percorsi di incontro tra offerta e domanda di lavoro, insomma dare una mano reale e fattiva nel cercare di contrastare il sempre più dilagante fenomeno dell’emarginazione sociale.

I volontari, dal canto loro, danno quotidianamente tutto se stessi nel fornire conforto umano e vitale a tutte quelle persone che sono ai margini della nostra società, sempre più consumistica e distratta dai reali problemi che l’uomo ha.

Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”: queste le parole di Madre Teresa di Calcutta. Anche il più piccolo contributo di ogni volontario è un gesto indispensabile e prezioso per migliorare, anche solo con un sorriso, la vita di chi è in difficoltà. Un grazie da parte nostra va quindi a tutti coloro che quotidianamente lavorano per rendere sempre più grande l’oceano dell’Amore.