HAITI: i retroscena della ricostruzione

Il 10 gennaio 2015 ricorrerà il quinto anniversario dal terremoto che ha colpito Haiti. Superata l’emergenza, rimangono però troppe situazioni irrisolte. La ricostruzione, di fatto, non è mai avvenuta. I problemi che esistevano prima del terremoto, responsabili del grave stato di povertà del paese caraibico, restano tutti: l’economia è imbrigliata dalla politica e dalla dipendenza dall’estero; i governi ignorano i problemi della gente – disoccupazione, redditi bassissimi e un carovita spropositato; il sistema scolastico e sanitario sono precari e insufficienti; la situazione ambientale è disastrosa. Cosa resta fermo e cosa si sta invece muovendo ad Haiti? Gotson Pierre, il giornalista haitiano premiato nel 2014 da Reporter Senza Frontiere come “eroe dell’informazione” per il suo impegno con il network Groupe Médialternatif, con cui CISV, organizzazione che promuove lo sviluppo nei paesi svantaggiati, collabora sull’isola, in difesa dei diritti del popolo haitiano, dopo il terremoto ha voluto colmare la mancanza di notizie e informazioni collegando i sei campi che accoglievano oltre 1.500.000 persone sfollate dal sisma. Per farlo ha creato un telecentre, postazione mobile di una dozzina di computer connessi, permettendo agli abitanti dei campi di scambiare informazioni, in un primo tempo sulle vittime, i dispersi, le conseguenze del sisma e la distribuzione degli aiuti umanitari, oggi invece preziose per organizzare la sopravvivenza quotidiana, favorire la ricerca del lavoro e promuovere forme di solidarietà mutualistica. In questi giorni Cisv organizza una serie di incontri per aggiornare l’opinione pubblica sulla situazione ad Haiti.