La festa dei giovani a San Giovanni Rotondo

L’incontro promosso e organizzato dal team della pastorale giovanile vocazionale della provincia di sant’Angelo e Padre Pio, nella cittadina garganica per incontrare tutti i giovani che frequentano i conventi dei frati cappuccini della provincia religiosa di san Pio.

Giovani della gioventù francescana, dell’azione cattolica, degli scouts, dei gruppi liturgici, si sono ritrovati per condividere un momento di preghiera, riflessione e festa. Diversi frati cappuccini hanno accompagnato i giovani per condividere la gioia della festa.

L’incontro è cominciato con un momento di preghiera nella chiesa inferiore di San Pio da Pietrelcina. Fra Pasquale Cianci, responsabile della pastorale giovanile vocazionale, a nome dei confratelli di Padre Pio, ha dato il benvenuto ai giovani.

Nell’aula Maria Pyle, fra Alessandro Brustenghi partendo dall’esperienza del santo di Assisi ha indicato ai giovani come è possibile ogni giorno camminare sulla via della santità.

Ha parlato ai ragazzi di libertà: soprattutto rispetto ai social e al cellulare. Ha parlato di silenzio per ascoltare la voce di Dio. Ha parlto di preghiera invitando i giovani a dedicare cinque minuti al giorno alla preghiera personale.

Ha parlato di altruismo: nessun santo parla, pensa e spera solo nella propria felicità. Al termine, prima del canto della lauda dedicata a San Francesco d’Assisi, ha invitato i giovani ad essere felici per dimostrare di “l’adesso di Dio”, attraverso la gioia di sentirsi cristiani.

I giovani poi si sono spostati al Cenacolo Santa Chiara per la celebrazione Eucaristica presieduta da fr. Maurizio Placentino, ministro della religiosa provincia di Sant’Angelo e Padre Pio.

Il provinciale ha incentrato la sua omelia sulla figura di San Giuseppe lavoratore: sottolineando tre aspetti della sua vita”. La prima: “accogliere l’imprevisto. Giuseppe ha saputo accogliere l’imprevisto di un cambiamento della sua vita”. La seconda “Giuseppe si fa guidare dei suoi sogni”. La terza: “dopo il sogno si sveglia e prende coscienza di vivere il suo presente con Maria e Gesù. Di qui l’esortazione di fra Maurizio ai giovani: “impariamo da San Giuseppe ad accogliere l’imprevisto, la salita, le difficoltà. Impariamo a farci guidare dai sogni e prendere con noi Maria e Gesù come nostri compagni di viaggio.

Dopo il pranzo, la festa per condividere in amicizia la gioia della fraternità.