Prima di conoscere Chiara, Francesco pensava che nulla mancasse alla sua vita già tutta cristificata; e, difatti, non “qualche cosa” mancava; mancava qualcuno: l’invitata d’onore alla mensa della sua squisita benevolenza, “la” Sorella; e il Signore sospinse innanzi, con la delicatezza con cui viene avanti la primavera. Per Francesco, Chiara fu fascino, invito, presenza, festa, mai seduzione. Lui fu per lei modello, sicurezza, fortezza ma mai violenza.

Il binomio Francesco Chiara è una realtà che si comprende soltanto attraverso categorie cristiane, spirituali, celesti.

Per quanto si conosca Padre Pio ha parlato di Santa Chiara una volta sola: esattamente nella lettera del 30 dicembre 1921 indirizzata a Graziella Pannullo, terziaria francescana, che con legittimo orgoglio, si considerava “figlia di San Francesco”, come Chiara, umilmente si chiamava sua “pianticella” (Epistolario III, 1087 1093). Il brano, che riguarda la santa, nel leggerla attentamente si nota che la virtù di Santa Chiara, che più che ha attirato l’attenzione di Padre Pio, è l’amore: amore per Gesù e amore per le consorelle.

L’amore per Gesù è alla base di tutto lo scritto del venerato padre, che rievoca 2 miracoli operati dalla santa per amore delle consorelle. “Chiara si affretta a ricorrere a Gesù con la preghiera e con pietosi sospiri per le sue figliuole” . A chi doveva ricorrere Chiara se non a Gesù? A chi doveva ricorrere la sposa se non allo Sposo? “Così il Signore…si piegava ubbidiente alla volontà della sua sposa, che l’invocava con purezza con quella Fede che trasportava i monti”. E’ un amore immenso, fatto di umiltà profonda, di fiducia sconfinata di fede incrollabile. L’amore per le consorelle è testimoniato da due miracoli compiuti dalla santa per venire incontro alle loro necessità: il miracolo del pane che si moltiplica nelle mani verginali di Chiara, e il miracolo dell’olio che riempie il vaso.

Santa Chiara e Padre Pio hanno amato Dio e  il prossimo.

 

 

 

 

Mettiamo in pratica questa esortazione di venerato padre domandiamo anche noi, nostro caro Gesù, l’umiltà, la fiducia e la fede della nostra cara Santa”. Quella umiltà, quella fiducia e quella fede che alimentano il suo amore per Gesù e per le consorelle.

 

 

 

 

 

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