Centodieci anni fa Padre Pio giunse per la prima volta a San Giovanni Rotondo: quei nove giorni che cambiarono la storia
Era il 28 luglio 1916. Accompagnato da padre Paolino da Casacalenda, guardiano del convento di San Giovanni Rotondo, Padre Pio giunse per la prima volta nella cittadina garganica. Nessuno avrebbe potuto immaginare che quel soggiorno, previsto per appena nove giorni, avrebbe segnato l’inizio della sua missione.
All’epoca San Giovanni Rotondo era un piccolo centro di poche migliaia di abitanti. Padre Ferdinando da Riese Pio X, nella sua biografia del Santo di Pietrelcina, descrive così quel luogo: «All’arrivo di Padre Pio, poche migliaia di anime, viventi in povere case unite le une alle altre in un pianoro del versante meridionale del Gargano, costituivano un piccolo centro, San Giovanni Rotondo».
Il giovane cappuccino proveniva dal convento di Sant’Anna di Foggia, dove si trovava ormai da alcuni mesi. Vi era giunto all’inizio del 1916 per assistere spiritualmente Raffaelina Cerase, sua prima figlia spirituale, gravemente malata. Dopo la morte della nobildonna, avvenuta il 25 marzo, il suo ministero nel convento foggiano si era intensificato: numerosi fedeli cercavano il suo consiglio, mentre continuavano le terribili vessazioni diaboliche che da anni accompagnavano la sua vita.
A tutto questo si aggiungeva il caldo opprimente dell’estate foggiana, che aggravava ulteriormente le già precarie condizioni di salute del frate. Fu proprio padre Paolino da Casacalenda, guardiano del convento di San Giovanni Rotondo, trovandosi a Foggia per predicare la novena di sant’Anna, a notare la sofferenza di Padre Pio e a proporgli di trascorrere qualche giorno nel suo convento, dove l’aria fresca del Gargano avrebbe potuto giovargli. Ottenuto il permesso del guardiano del convento di Sant’Anna, padre Nazareno d’Arpaise, i due partirono insieme.
La sera del 28 luglio 1916 Padre Pio arrivò per la prima volta nel convento di Santa Maria delle Grazie.
Il luogo appariva completamente diverso dalla Foggia caotica e afosa. Il convento era isolato, distante dal centro abitato. La chiesetta era frequentata da pochi fedeli e il silenzio dominava ogni cosa, interrotto soltanto, come raccontano le testimonianze dell’epoca, «dal suono del campanaccio appeso al collo di qualche capra o di qualche pecora».
Quei nove giorni furono scanditi dalla preghiera, dalla meditazione e dalla vita conventuale. L’aria del Gargano portò un sensibile miglioramento alle sue condizioni fisiche, anche se le persecuzioni del demonio non cessarono neppure in quel luogo di pace.
Il 6 agosto, trascorsa poco più di una settimana, Padre Pio dovette fare ritorno a Foggia. Ma il desiderio di rimanere a San Giovanni Rotondo era ormai diventato fortissimo.
Pochi giorni dopo, il 13 agosto 1916, scrisse personalmente al ministro provinciale, padre Benedetto da San Marco in Lamis, chiedendo con insistenza di poter trascorrere altro tempo nel convento garganico.
«La carità che desidero da voi, padre mio, si è di mandarmi a passare un po’ di tempo in San Giovanni, dove Gesù mi assicura che starò meglio. Vi prego di non negarmi questa carità… Altre ragioni ancora mi spingono a chiedervi la suddetta carità e che qui tacerle è bello».
La risposta arrivò il 17 agosto ed era favorevole.
Così, il 4 settembre 1916, Padre Pio fece ritorno a San Giovanni Rotondo. Doveva trattarsi di una sistemazione soltanto provvisoria, in attesa della visita del Provinciale prevista per la fine del mese. La storia, però, prese una strada diversa.
Quel soggiorno temporaneo si trasformò nella dimora definitiva del frate di Pietrelcina. Per oltre cinquantadue anni, fino alla sua morte avvenuta il 23 settembre 1968, Padre Pio non lasciò più quel convento che sarebbe diventato meta di milioni di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo.
A distanza di 110 anni dal suo primo arrivo, il 28 luglio 1916 continua a rappresentare una data simbolica. È il giorno in cui iniziò il legame tra Padre Pio e San Giovanni Rotondo: un incontro nato quasi per alleviare le sofferenze di un frate malato e destinato, nella provvidenza di Dio, a trasformare per sempre quel piccolo paese del Gargano in uno dei più importanti luoghi di spiritualità del mondo.
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