A San Giovanni Rotondo per tutto il mese di maggio è stato vissuto un Santo Rosario 3.0

Per la prima volta, a causa della pandemia, Padre Pio TV, ha ospitato le piattaforme social per pregare con i giovani che, grazie al web, hanno interagito, con i frati dalle loro case da ogni parte del mondo.

I giovani si sono uniti ai telespettatori di Padre Pio Tv (canale 145) e ad i followers della pagine facebook Accoglienza Giovani Padre Pio che hanno trasmesso ogni sera l’evento in diretta.

Una media di 40 mila visualizzazioni, 110 mila persone raggiunte, 4 mila like e 2 mila commenti ad evento. Per 31 giorni il web ha portato tanti giovani nella cittadina garganica.

Ormai da quindici anni il mese mariano a San Giovanni Rotondo è l’appuntamento dedicato ai giovani. Ogni anno il centro della città diventava il punto d’incontro di tanti ragazzi e ragazze per la recita del Santo Rosario. Il 2020 è l’anno che ricorderemo tutti per la pandemia causata dal coronavirus che ha messo in ginocchio il mondo intero, obbligandoci ad una quarantena prima e ad un distanziamento sociale poi. In questo particolare momento storico, l’iniziativa del Rosario, ha assunto un valenza particolare perché attraverso le modalità offerte dalle più avanzate tecniche di comunicazione, i giovani si sono ritrovati uniti a quelli di diversi paesi del mondo, anche se in modo virtuale, accanto ai frati cappuccini, per la recita del rosario, dinanzi alle reliquie del corpo di Padre Pio, al crocifisso cosiddetto delle Stimmate e all’icona del cinquecento della Madonna delle Grazie.

L’equipe dei frati della Pastorale Giovani Vocazionale della provincia religosa e del Santuario di Padre Pio, nell’anno centenario della nascita di Papa Wojtyla, durante l’intero mese di maggio, dedicato a Maria, tanto cara ai due santi, ogni sera alle 20.45 dalla cripta del Santuario di Santa Maria delle Grazie, hanno organizzato il Santo Rosario con i giovani, soffermandosi su tematiche affrontate durante il lungo pontificato di Giovanni Paolo II.

La recita del Santo Rosario è stata preceduta da una particolare intenzione di preghiera: per i migranti, per le famiglie, per i giovani, per gli anziani, per i governanti, per gli artisti, per gli sportivi, per i detenuti, per i sacerdoti, per i medici, per le forze dell’ordine e per i cinque continenti.

Padre Pio e Giovanni Paolo II, due amici, quasi fratelli che da gran tempo si erano incontrati e capiti. Quando parliamo della storia del cappuccino di Pietrelcina non possiamo non fare un riferimento importante al papa polacco, che lo conobbe in vita, sbloccando poi la sua causa, beatificandolo prima e canonizzandolo poi. Quando parliamo della storia di Giovanni Paolo II non possiamo non fare riferimento a quando giovanissimo andò a San Giovanni Rotondo pellegrino, a confessarsi e quando anni più tardi chiese la sua intercessione per una mamma, madre di 4 figli: la sua amica Wanda Poltawska. Non possiamo dimenticare quando da Papa, a cento anni dalla nascita di Padre Pio, tornò a San Giovanni Rotondo e si inginocchiò sulla sua tomba restando in preghiera per circa dieci minuti.

Questo particolare Rosario, con e per le nuove generazioni è stato recitato attraverso gli strumenti da loro più utilizzati. I social network sono stati i principali protagonisti che in questo momento difficile hanno permesso di accorciare le distanze ed essere virtualmente a San Giovanni Rotondo. Guidati dai confratelli di Padre Pio i giovani hanno meditato i misteri della vita, passione, morte e risurrezione di Gesù ed hanno invocato la materna intercessione della sua e nostra madre, collegandosi attraverso il web.

Sebbene in modo virtuale, per recitare insieme il Rosario, ogni sera dalle loro case, giovani e famiglie si sono collegate con l’applicazione “Zoom”, uno strumento che ha permesso a più persone di essere unite nella preghiera accanto a Padre Pio, in compagnia dei suoi confratelli. Una partecipazione globale: Europa, Africa, America, Asia, Australia insieme a San Giovanni Rotondo.

Le decine dei misteri del Santo Rosario sono state recitate a turno, da un giovane di San Giovanni Rotondo, da un giovane italiano, da un giovane della diocesi di Manfredonia Vieste San Giovanni Rotondo, da un giovane straniero e da un giovane religioso. Al termine ogni sera, il novantunenne Padre Marciano Morra, già segretario generale dei gruppi di preghiera, ha raccontato un aneddoto sulla vita di Padre Pio.

Ogni sera dal cuore del Gargano, per tutto il mese di maggio è partito da parte dei giovani un messaggio di speranza per il mondo intero