Federico, un esempio di determinazione ed entusiasmo

Federico Lombardi, Flip per gli amici. Classe 1994. È un ragazzo che ispira fiducia. Sarà per la simpatica parlata romagnola. Appartiene a quella categoria di persone che ti entrano nel cuore. La sua è una storia di tenacia, entusiasmo e determinazione. Studente di ingegneria energetica all’Università di Bologna, nel 2015 un ostacolo fisico lo costringe a sospendere gli studi per un anno.  

Un aneurisma danneggia le cellule della vista e da quel giorno Federico è ipovedente.

«A Cesenatico, presso un Centro dedicato, ho svolto la riabilitazione cognitiva e motoria. In seguito sono stato sottoposto a un intervento di cranio plastica all’ospedale Bufalini di Cesena. Questo è stato l’inizio del mio lungo percorso, a cui si sono aggiunti quotidianamente grandi miglioramenti».

Federico racconta la sua vicenda personale con grande serenità. Non si sente un esempio per gli altri.

Federico con i suoi genitori il giorno della laurea

Dopo l’incidente, per ricambiare l’affetto e il bene ricevuti, ha deciso di diventare donatore di sangue all’ospedale di Ravenna. «Un bellissimo staff, ci sono delle persone stupende», aggiunge Federico.

La forza e il coraggio di riprendere gli studi sono arrivati dalla sua famiglia, dai compagni universitari e dagli amici di sempre. Come Aldo, una laurea in teologia che lo ha aiutato a riscoprire la fede, un po’ sopita degli ultimi anni e Luciano, compagno di università della triennale di ingegneria energetica. Originario di San Giovanni Rotondo. È stato una guida per Federico.

«Sono testimone di una storia fatta di ostacoli e difficoltà ma anche di traguardi raggiunti. Tutto questo è stato possibile grazie all’umiltà e alla forza di volontà del mio amico Fede – racconta con non poca emozione Luciano – Per tutte le sfide che ha affrontato e portato a termine non ha mai avuto paura di chiedere aiuto alle persone a lui vicine. E comunque averle portate a termine è stato soprattutto merito della sua enorme determinazione.  Una di queste sfide l’abbiamo affrontata insieme, ed è stato molto bello».

«Ricordo perfettamente il giorno in cui mi ha chiamato e mi ha detto che voleva riprendere e completare il percorso di laurea triennale – prosegue Luciano – Mi ha chiesto se volevo aiutarlo, e io sono stato molto contento di avergli dato una mano. Gli insegnavo a calcolare cose strane, a volte anche difficili da immaginare. E lui lezione dopo lezione, esame dopo esame mi insegnava che con volontà, determinazione e impegno è possibile fare tutto e che non bisogna mai cedere davanti alle difficoltà e agli ostacoli. Mai fermarsi».

Con gli amici

«Luciano per me è come un fratello – rivela Federico – Mi ha aiutato e tenuto la mano lungo tutto il percorso universitario. Mi dava lezioni al telefono. E non è una cosa semplice. Non potendo fare affidamento sulla vista e quindi leggere e scrivere, l’unico modo era ascoltarlo e parlare con lui».

Hai mai pensato: mollo tutto, non ce la faccio?

«Non mi sono mai arreso. Sono state la mia tenacia e la forza di volontà ad aiutarmi ad andare avanti ma anche le parole e i gesti d’incoraggiamento delle persone a me vicine». Come quel professore che non solo lo ha spronato a proseguire gli studi ma si è anche “prenotato” per assistere alla seduta di laurea.

«Sono stato incoraggiato da molti professori a portare avanti e concludere il mio percorso universitario. Non ho ricevuto sconti per il mio deficit visivo, anzi sono stato trattato esattamente come gli altri miei colleghi nell’affrontare gli esami universitari».

Il 20 luglio di quest’anno al curriculum accademico di Federico si è aggiunto un altro importante tassello. All’Università di Bologna è stato proclamato dottore magistrale in ingegneria gestionale.

«Purtroppo causa Covid alla discussione della tesi non hanno potuto partecipare i familiari e gli amici. Molti mi hanno seguito da remoto attraverso il computer. Ma grande è stato l’affetto che ho percepito da ciascuno di loro. Mentre la prima laurea è stata diversa. Il clima di festa, gli abbracci, gli scherzi degli amici. Alcuni di loro hanno realizzato un poster con foto ed eventi del mio passato. Io dico grazie a tutti perché sono bei momenti passati insieme».

Quali sono i progetti per il futuro di Federico Flip Lombardi, oggi ingegnere gestionale?  

«Spero di trovare un lavoro che mi piaccia e mi dia delle soddisfazioni. Già al termine della triennale avevo ricevuto delle offerte di lavoro, ma volevo completare il ciclo di studi. Oggi posso dire di essere davvero fiero e contento del mio percorso universitario e personale».

E alla luce della bellezza della storia di Federico, della sua intraprendenza, tenacia ed esempio, ti rendi conto che, come disse Nelson Mandela non bisogna essere giudicati dai successi, ma da quante volte si è caduti e poi rialzati.

Buona vita ingegner Flip.