Un giovane che ha creduto nella bellezza del proprio sogno» (13/05/03 20:25)

La Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio dei Frati Minori Cappuccini si impreziosisce di un nuovo sacerdote: fr. Pasquale Cianci, che ieri mattina ha presieduto la prima Messa nella chiesa conventuale della sua Cerignola.
Sabato pomeriggio fr. Pasquale ha ricevuto il sacramento dell’Ordine presbiterale nel duomo-cattedrale della stessa città foggiana dal vescovo diocesano, mons. Felice Di Molfetta. Dopo di lui hanno imposto le mani sul capo del novello sacerdote il ministro provinciale dei Frati Cappuccini, fr. Paolo Maria Cuvino, e tutti gli altri frati e sacerdoti concelebranti. Fra loro: un vescovo cappuccino, mons. Juan Rodolfo Laise, emerito della diocesi di San Luis, in Argentina; il vicario provinciale, fr. Aldo Broccato, che è anche il guardiano di fr. Pasquale nel convento di Termoli; il guardiano del convento di Cerignola, fr. Francesco Langi.
Durante l’omelia della Messa di ordinazione, il vescovo ha definito fr. Pasquale «un giovane che ha creduto nella bellezza del proprio sogno», ma ha sottolineato anche che «c’è stata una vocazione» alla quale il chiamato «ha detto, rispondendo generosamente: eccomi». Mons. Di Molfetta ha terminato affidando al nuovo sacerdote cappuccino «un mandato: sii scala di servizio, sempre». E ha spiegato che «la scala di servizio è quella che porta sempre in basso, dove si trovano cucina, dispensa e ciò che è più necessario per la casa». Quindi, il vescovo ha ricordato a fr. Pasquale che «Colui che ti ha costituito prolungamento della sua presenza, per venire sulla terra ha usato la scala di servizio».
Lo stesso concetto è stato ripreso, ieri mattina, da fr. Nicola Monopoli. Da cerignolano, ma soprattutto da amico d’infanzia di fr. Pasquale, ha tenuto lui l’omelia della prima Messa presieduta dal neo ordinato. «La credibilità della santità della Chiesa forse si manifesta nella maniera più chiara quando Essa si rivela umana» ha detto fr. Nicola. E poi, invocando l’intercessione ed evocando l’esempio di don Tonino Bello, lo ha invitato a indossare «ogni giorno il famoso grembiule che fu il primo paramento sacerdotale: quello indossato da Gesù nella sua ultima cena».
Al termine della celebrazione di ieri mattina, fr. Pasquale ha voluto ringraziare anzitutto il Signore che lo ha chiamato, poi don Tonino Bello le cui «parole di speranza» gli «hanno dato coraggio nel grande salto», quindi il Ministro Provinciale, il suo Vicario, il Guardiano di Cerignola, il rettore del Collegio Internazionale dei Cappuccini fr. Mariano Di Vito e tutti gli altri suoi confratelli. Un ringraziamento speciale lo ha riservato ai genitori per avergli fornito gli «ingredienti domestici per formare un sacerdote» e cioè: «lavoro instancabile, pazienza e amore».