Un aiuto concreto alle famiglie con il “Prestito della Speranza”

 

"Prestito perché non è un fondo perduto, ma serve per educare all’uso corretto del denaro e quindi alla sobrietà e alla capacità di insegnare alle famiglie il valore delle cose importanti. Speranza perché si spera di superare questa crisi economica gravissima. Superando la crisi, si riacquista la speranza in un futuro da ricostruire ritornando  così a lavorare, ritornando a sperare attraverso uno strumento di solidarietà messo a disposizione dalla Chiesa Italiana”. Sono le parole di don Andrea La Regina, Referente Caritas Italiana invitato a Tele Radio Padre Pio ha illustrare il progetto “Prestito della Speranza” promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, grazie anche ad un’intesa con l’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana. I Vescovi vogliono aiutare le famiglie, perché la famiglia non è soltanto l’ammortizzatore sociale più efficiente, ma anche la trama relazionale più necessaria per un armonico sviluppo, così come sottolinea don Andrea nel illustrare chi potrà usufruirne: “Il Prestito della Speranza, nasce proprio per aiutare le famiglie attraverso un progetto che indica prossimità, solidarietà da parte della Chiesa Italiana che non resta indifferente davanti alla crisi economica che ha colpito migliaia di famiglie. Potranno usufruirne le famiglie con almeno tre figli o con un disabile, giovane o anziano.  I figli devono essere studenti e il prestito viene erogato in un anno per cinquecento euro mensili. Il prestito termina al dodicesimo mese dell’erogazione e di conseguenza scatta il rientro dei soldi. Ma è importante sottolineare che il tutto consiste in un criterio che prevede un progetto lavorativo. Infatti, non si tratta semplicemente di avere un accesso al credito per poi restituirlo, ma di ritrovare un lavoro o di iniziare una nuova attività lavorativa che permetta alle famiglie di avere una propria dignità fondata sul lavoro che, come ricorda la Costituzione, è un diritto sacro santo”.