Turismo italiano: un’industria senza controllo (13/11/04 14:00)

Meno presenze, prezzi alti, strutture alberghiere inadeguate, e poca promozione. Questi alcuni dati emersi dal Rapporto Eurispes sull’Industria del Turismo in Italia, presentato ieri a Rimini.

“Il nostro Paese ha una grande risorsa: il turismo – ha affermato il prof. Gavino Maresu, direttore del Dipartimento Turismo dell’Eurispes, ai microfoni di Radio Padre Pio – ma non inteso solo come alberghi e strutture. Abbiamo un patrimonio di bellezze artistiche, paesaggistiche e gastronomiche che non è secondo a nessuno. Purtroppo manca una vera politica di governo, che unisca promozione e valorizzazione del prodotto Italia e non delle singole regioni”.

Il turismo italiano, dal 2000 ad oggi, ha perso più di 7 milioni di presenze straniere, con un vero e proprio cedimento nel 2004. Consola la presenza di turisti americani, che nonostante le difficoltà internazionali dimostrano di apprezzare il nostro Paese. Non sembra risentire della crisi la città di Roma, meta sempre gradita dei turisti stranieri.

Per quanto riguarda il turismo domestico, gli italiani hanno ridotto sia il budget sia i giorni destinati alle vacanze e, dati alla mano, continuano ad apprezzare i villaggi-vacanza, le crociere, e i tour nelle capitali Europee. E quali saranno gli scenari futuri?

“Se prendiamo in considerazione – ha concluso il prof. Maresuil decennio 1985 – 2005, la capacità di attrazione del nostro Paese è destinata a diminuire. Ribadisco che è necessaria una politica di governo ma soprattutto più promozione del nostro paese, perché il turista straniero non conosce la Sardegna o la Valle d’Itria, ma l’Italia.”