La Cattedrale di Altamura accoglie e custodisce la salma di Mons. Michele Castoro

Si è conclusa ieri sera (25 giugno) con una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Altamura – Gravina – Acquaviva delle fonti, mons. Giovanni Ricchiuti, la traslazione dal cimitero alla cattedrale di Altamura dell’arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro, che è stato anche presidente di Casa Sollievo della Sofferenza e direttore generale dei Gruppi di preghiera di Padre Pio, morto prematuramente il 5 maggio 2018. 
L’evento liturgico è stato fatto coincidere con il quattordicesimo anniversario dell’ordinazione episcopale del compianto pastore sipontino, già vescovo di Oria. “Oggi diventa realtà il desiderio espressomi dal carissimo don Michele qualche giorno prima di morire, alla presenza della sorella Angela – ha rivelato mons. Ricchiuti durante l’omelia – contenuto anche nelle sue disposizioni testamentarie”.
E poi ne ha citato il relativo passaggio: “Desidero essere sepolto nella nuda terra; tuttavia, ove il Vescovo di Altamura e le mie sorelle e fratelli decidessero altrimenti, non mi oppongo a che io venga sepolto nella Cattedrale di Altamura, Comunità della mia crescita cristiana e vocazionale”.
Michele, nostro fratello Vescovo – ha continuato il Pastore di Altamura – tu sei diversamente vivente; noi ne siamo certi, nella comune fede nel Cristo Risorto”, anche perché “tutti siamo testimoni di un cammino di pastore buono, saggio, umile, gioviale e sorridente, intrapreso In nomine Jesu – secondo il suo motto episcopale – in una visibile armonia tra parole e gesti, tra paternità e fraternità, tra autorevolezza e delicatezza di relazione”.
Al termine della Celebrazione sono intervenuti l’attuale arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, padre Franco Moscone, e il prefetto Michele Di Bari, capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno. Il successore di mons. Castoro ha detto: “Chi, come il vescovo Michele, agisce In nomine Jesu, semina la buona parola e questa porta frutti abbondanti” e il dott. Di Bari ha attestato: “Ha saputo coniugare legalità, giustizia e misericordia nelle difficili terre del Gargano”.
Subito dopo la benedizione finale, il cancelliere vescovile, don Vincenzo Panaro, ha letto pubblicamente il rogito della traslazione, sottoscritto dalle autorità ecclesiastiche altamurane, dai fratelli e dalle sorelle di mons. Castoro (Carlo, Ippolita, Angela, Vito e Lucia). Quindi mons. Ricchiuti, insieme ai quattro vescovi concelebranti (padre Moscone, il pastore di Cerignola Luigi Renna e l’emerito di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti Mario Paciello) si è recato alla cappella di San Giovanni Battista, la seconda a destra per chi entra dal portone principale, per benedire la tomba di mons. Castoro,  traslata in quel luogo la mattina del 12 giugno scorso (vedi foto galleria), in forma strettamente privata.
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