La Chiesa celebra il 15 novembre la IV Giornata Mondiale dei Poveri, il cui tema quest’anno è il passo biblico del Siracide “Tendi la tua mano al povero”. Con sguardo lungimirante, Papa Francesco nel Messaggio, presentato il giorno della festa liturgica di sant’Antonio di Padova, patrono dei poveri, ha sottolineato l’urgenza a cui la pandemia ha sottoposto il mondo intero. Nata come frutto dell’Anno Santo Straordinario della Divina Misericordia, la Giornata Mondiale dei Poveri si celebra ogni anno nella XXXIII domenica del Tempo Ordinario.

In contrasto con le mani tese per i poveri, il Papa mette in luce le mani che fanno soldi con le vendita di armi che “altre mani, anche di bambini, useranno per seminare morte e povertà”, o mani tese che scambiano droga, che “sottobanco scambiano favori illegali per un guadagno facile e corrotto” e che “nel perbenismo ipocrita stabiliscono leggi che loro stessi non osservano”.

 La ricetta per cambiare noi stessi e il mondo è l’amore, che secondo Francesco si sostanzia in condivisione, dedizione e servizio, e “comincia dalla scoperta di essere noi per primi amati e risvegliati all’amore“. Anche un sorriso condiviso è “sorgente di amore” e allora la mano tesa si arricchisce del sorriso di chi non fa pesare la propria presenza e l’aiuto che offre, ma “gioisce solo di vivere lo stile dei discepoli di Cristo”.