Tele Radio Padre Pio nel Ciad

TeleradioPadrePio è stata la prima emittente cattolica a trasmettere in diretta, via satellite, da una terra lontana di missione. Una troupe televisiva dell’emittente dei frati cappuccini ha accompagnato una delegazione italiana guidata dal ministro provinciale dei frati cappuccini di Sant’Angelo e Padre Pio, fr. Aldo Broccato.
Dieci anni fa, esattamente il 28 novembre 1998, il servo di Dio Giovanni Paolo II creava la Diocesi di Gorè, in Ciad, nominando primo vescovo, fr. Rosario Pio Ramolo, frate cappuccino della Provincia Religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio-Foggia. Gorè è una piccola cittadina nel sud del Ciad, sede della Prefettura e terra di confine con la Repubblica Centrafricana; una delle quattro stazioni missionarie fondate dai confratelli di Padre Pio, presenti nel cuore dell’Africa dal 1965. Dall’azione missionaria fu poi costituita dall’Ordine dei Cappuccini la custodia di Baibokoum, nel profondo sud del Ciad, di cui fr. Rosario fu per 3 anni il responsabile, ovverosia il superiore regolare eletto nel 1995, prima che nascesse la Vice Provincia del Ciad-Centr’Africa. Giunto in Ciad, subito dopo l’ordinazione sacerdotale nel 1981, venne destinato alla missione di Bam, centro importante di formazione dei catechisti, come parroco. Dopo una breve parentesi a Baibokoum, tornò a Bam per ricostruire la missione dopo gli avvenimenti della guerra civile che distrussero le opere parrocchiali divenendo direttore della scuola per catechisti.
Abbiamo incontrato di persona nella sua sede vescovile di Gorè Mons. Rosario Pio Ramolo ponendogli alcune domande.

Come è cambiata la diocesi in questi primi dieci anni? «E’ una diocesi in continua crescita. Il territorio comprende 8 parrocchie. Sono 28 i sacerdoti che vi appartengono, di cui otto preti sono locali e otto sono cappuccini provenienti dalla Provincia di Sant’Angelo e Padre Pio. C’è stato un grande progresso della Chiesa in questa terra, perchè ha spronato i cristiani a progredire sia nella conoscenza della parola di Dio che nell’organizzazione delle comunità. La diocesi di Gorè si avvia verso un’autonomia finanziaria e responsabile. Non sarà semplice, ma dei passi sono già stati fatti. Man mano che gli anni passano i missionari lasciano il testimone ai preti locali. In più il prossimo 13 e 14 febbraio 2009, ci sarà una riunione dove parteciperanno tutti i rappresentanti delle parrocchie con i loro rispettivi collaboratori per una verifica sul lavoro pastorale svolto in questi anni e per un’ulteriore programmazione futura dell’attività apostolica della diocesi. Sarà anche l’occasione per una solenne concelebrazione a ricordo dei dieci anni di fondazione della diocesi di Gorè».
Quali le difficoltà incontrate? «Le difficoltà maggiori sono nate dall’instabilità politica e sociale. La tradizione locale e la cultura ancestrale, costituiscono tutt’ora un freno alla libertà portata dal Vangelo. Inoltre, il Ciad è il terzo Paese più povero al mondo. Questo handicap economico ci rende ancora dipendenti dall’Occidente. Un impatto negativo per queste terre africane è stato l’avvento del petrolio che ha generato solo illusioni di facili guadagni. Oggi ha portato più mali sociali che benessere».
In un paese a maggioranza musulmana la Chiesa Ciadiana come si pone? «La Chiesa del Ciad ha sempre avuto rapporti di dialogo molto cordiali con l’Islam e viceversa. Da circa dieci anni, purtroppo, si sta riscontrando una campagna islamica di conquista. Nella diocesi c’è stata una propaganda serrata a voler convertire cristiani all’islam anche con mezzi di lucro. Un fenomeno in continua crescita sopratutto tra i commercianti. La base però resta cristiana cattolico-protestante».
Come viene percepita la presenza di Padre Pio in questa diocesi? «La nostra principale preoccupazione è di evangelizzare portando la Buona Novella in terra ciadiana. Diventa così significativa la testimonianza di uomini di fede come San Pio, che hanno reso evidente anche nella carne la presenza di Cristo. La nostra diocesi porta il suo nome e il 23 settembre è festa diocesana. Inoltre diverse strutture sono a lui dedicate, come il Postulato di Gorè dei frati cappuccini della Vice Provincia del Centrafrica-Ciad, la parrocchia di Timberì ed altre istituzioni».