Storie di vita (24/10/03 17:42)

Raccontiamoci: bambini ed anziani si confrontano“. Così si legge nella simpatica e colorata nuvoletta che presenta il progetto “Storie di vita e trasmissione culturale“, per il superamento della solitudine delle persone anziane e la ripresa della trasmissione culturale nei confronti dei bambini.

Un progetto a più voci quello realizzato dalla Cooperativa Itaca, che sarà presentato in anteprima sabato 25 ottobre alle 15 presso la Sala conferenze della Friul Adria, a Pordenone.

Un’iniziativa, avviata ad aprile del 2002 – ha ricordato la dott.ssa Laura Lionetti, Vicepresidente della Cooperativa, ai microfoni di Tele Radio Padre Pio – che ha stimolato la coprogettazione fra i diversi enti, promuovendo una nuova modalità di realizzare interventi rivolti a diverse fasce della popolazione. Anziani ed educatori sono stati i principali autori delle storie ed hanno trovato grande disponibilità e interesse negli insegnanti e nei piccoli alunni.

Se gli anziani, individuati dalle associazioni, hanno donato con grande entusiasmo e partecipazione il loro tempo libero e la loro esperienza, gli educatori di Itaca, grazie alla loro motivazione e formazione costante, operando in servizi per anziani e servizi educativi per minori, hanno saputo offrire un contributo importante al progetto.

Filo conduttore di Storie di vita è stato sicuramente il metodo autobiografico, che ha stimolato l’elaborazione del percorso e guidato gli educatori di Itaca nella relazione con le persone anziane e nella gestione degli interventi.

Raccontare le proprie esperienze di vita, suscitando interesse nei confronti di chi ascolta, funziona per l’anziano come una medicina contro la solitudine, un modo altro per ridare dignità alla propria esistenza. Al contempo, raccontarsi agli altri significa anche conoscere nuovamente ciò che si è già conosciuto vivendo.

La raccolta di storie di vita di anziani rappresenta senza dubbio un intervento che tocca contemporaneamente l’animazione, l’ascolto terapeutico, la ricerca antropologica. E così, per l’anziano che narra al bambino, il racconto autobiografico diventa una fonte di cura, perché attraverso l’ascolto è possibile sentirsi nuovamente protagonisti della propria esistenza, ricostruire una propria identità, rafforzare la stima di se stessi”.