A Coriano, nel cuore della campagna riminese, c’è un luogo di rinascita e riscatto per chi ha vissuto il dramma della droga: San Patrignano. Uno dei progetti di successo della comunità, è SP.accio.

SP.accio è la pizzeria. Un luogo accogliente dove poter degustare una delle pizze più buone d’Italia, impastata con lievito madre e farcita con ingredienti di alta qualità e a chilometro zero.

SP.accio è il negozio. Un posto dove acquistare i prodotti a filiera corta e i manufatti realizzati con passione e impegno dai ragazzi della comunità.

Giuseppe Morgese è il responsabile di SP.accio. La sua storia e quella della sua famiglia sono legate alla comunità di San Patrignano. Era il 1987. Lui aveva sei anni, quando i suoi genitori cominciarono il percorso di recupero. «Sono stato qui fino a 14 anni. Poi siamo tornati a Napoli dove sono nato. Appartengo da generazioni a una famiglia di pizzaioli. A distanza di anni ho chiesto a San Patrignano di ritornare. Dal 2012 mi occupo sia della pizzeria che del negozio. Per me questo è stato un ritorno a casa».

“Il cibo è vita” è la scritta che spicca in una delle sale della pizzeria, dove cucina e forno a legna sono a vista. SP.accio nasce dalla ristrutturazione di un’antica stazione di posta, dove agli inizi del ‘700 i viaggiatori si ristoravano e riposavano. L’arredamento è sobrio, gli ambienti luminosi. Dalle vetrate, che danno sul giardino, si può ammirare il naturale spettacolo offerto dalle colline riminesi e dalla costa adriatica.

«SP.accio è uno dei progetti di successo di San Patrignano perché riflette quello in cui tutta la comunità è impegnata: dedicarsi a chi chiede una seconda opportunità. Aiutare i ragazzi a riconoscere le proprie difficoltà, i bisogni, le esigenze permettendo loro di ritrovare stabilità e di riappassionarsi così alla vita. – spiega Antonio Tinelli, responsabile prevenzione – Questo fa la differenza tra il ragazzo che entra, fragile, distrutto e la persona che ne esce dopo un percorso terapeutico. Imparando così a reinserirsi nella società con delle capacità relazionali e dei valori che lo rendono stabile e affrancato da qualsiasi tipo di problema».

SP.accio mette d’accordo tutti: sia gli amanti della “stirata romana”, focaccia lunga e soffice, sia gli affezionati della tradizione, la pizza napoletana dal bordo generoso e condita con ingredienti classici.

«Il lievito madre e le materie prime di eccellenza sono i nostri punti di forza – dice Stefano, uno dei pizzaioli. Con gesti veloci condisce con pomodori rossi, mozzarella e capperi gli spicchi di una “stirata”, pronta per essere scaldata e servita sul tagliere al centro tavola – Questa è la pizza che preferisco – aggiunge – perché crea aggregazione».

«Sono arrivato a San Patrignano nel luglio del 2011 dopo parecchi anni di tossicodipendenza – racconta Stefano, mentre con le dita controlla la consistenza dell’impasto, appena preparato – Avevo distrutto tutti i rapporti familiari, sono arrivato a toccare il fondo. E così ho deciso di chiedere aiuto. Qui ho trovato una famiglia, persone che mi hanno aiutato ad inseguire il mio sogno, la mia passione: diventare pizzaiolo. La soddisfazione di un cliente ti dà sempre più la voglia di andare avanti e di migliorare».

Nonostante l’atmosfera distesa, i ritmi in cucina sono serrati e la tensione è alta per garantire un ottimo servizio sia a pranzo che a cena. Giuseppe scambia qualche parola con i cuochi che intanto affettano, sminuzzano, condiscono. Tutti gesti naturali per chi tra i fornelli ci vive ma sempre capaci di catturare l’attenzione di chi non è abituato a stare in cucina. «Il gruppo è sempre stata la nostra forza. Quello che cerchiamo di valorizzare, oltre al prodotto, è tutto ciò che c’è dietro: il lavoro dei ragazzi, la formazione, la cura dei dettagli».