Settimana Internazionale della Riconciliazione

Penitenzeria Apostolica – competente e ricorso è stato il tema della seconda relazione di questa mattina tenuta da fr. Donald Kos, OFM Conv, da dodici anni ufficiale della Penitenzeria Apostolica. Il più vecchio Dicastero della Santa Sede. L’Annuario Pontificio lo chiama “Tribunale” anche se non vengono fatti processi di alcun genere. «Tribunale di Misericordia» perché la Penitenzieria «giudica i casi di pentimento presentato ad essa e dispensa il perdono di Dio a modo di misericordia». Dicastero che affonda le sue radici nel «grande sviluppo della disciplina penitenziale della Chiesa, avvenuto nei secoli undicesimo, dodicesimo e tredicesimo, ed ebbe origine già nel dodicesimo secolo, a causa del grande moltiplicarsi dei pellegrinaggi verso la Città Eterna», alla quale i pellegrini accorrevano non solo per visitarne le Basiliche e i luoghi sacri e per adempiere ai voti fatti, «ma, anche per ottenere l’assoluzione dei propri peccati, per essere liberati dalle censure riservate al Sommo Pontefice, nonché per chiedere ed ottenere dispense e grazie, che soltanto il Papa poteva concedere». La Penitenzieria «dalla sua origini, ed ancora oggi, è una sorta di “longa manus” del Santo Padre nell’esercizio del potere delle “chiavi”». L’attuale Pontefice Benedetto XVI, «per salvaguardare e dare certezza giuridica a proposito delle facoltà inerenti alla Penitenzieria, all’inizio del suo pontificato confermò in maniera specifica, e dispose che “La Penitenzieria Apostolica, per poter eseguire i suoi compiti nel Foro interno, possiede tutte le necessarie autorizzazioni, tranne unicamente quelle che il Santo Padre abbia espressamente intimato al Cardinale Penitenziere di voler riservare a se stesso”». Come conseguenza, la Penitenzieria può fare nel Foro interno «tutto ciò che gli altri uffici della Curia Romana trattano nel Foro esterno». Se la soluzione dei problemi supera le abituali facoltà, la Penitenzieria agisce ex Audientia SS.mi, cioè dopo aver trattato il caso con il Santo Padre e aver ricevuto da lui la necessaria autorizzazione. La Penitenzieria «è il Dicastero universale ed esclusivo del Santo Padre per gli affari del Foro interno». Le cause che hanno attinenza al Foro interno abbracciano tutto «l’agire che è conseguenza del peccato, e quindi i delitti, non però sotto il profilo del male che creano per la società ma del rimorso di coscienza e del rapporto del penitente con Dio».