“Incoraggiare può cambiare la vita, la nostra e quella degli altri. In un mondo in cui chi parte sconfitto è destinato a rimanere tale, sostenere ed aiutare è quasi un viaggiare in direzione ostinata e contraria ma verso traguardi di inimmaginabile valore e bellezza”. (tratto dal libro “Scialla e poi splendi”)

Federica Storace, mamma e insegnante, si dedica a varie iniziative di volontariato in ramo educativo. Suoi i romanzi “La famiglia non è una malattia grave” e “Banchi di squola”. Nel 2017 ha pubblicato con la Elledici “Impossibili ma non troppo. Storie di cuore e fantasia”. Il suo ultimo lavoro s’intitola “Scialla e poi splendi” (Pedrazzi Editore), e racconta storie vere di giovani e delle loro difficoltà, sogni, ambizioni, che Federica ha raccolto tra i banchi di scuola.

«Ho raccolto 18 storie vere – ha raccontato Federica Storace, ospite a “Tra le righe” – modificando i nomi dei protagonisti. Storie di vita vissuta. Spaccati di realtà non sempre facile. Ho scelto il lieto fine anche quando non c’è stato. E ciò non è stato dettato da buonismo. E’ la stessa scelta fatta nel mio libro precedente. Partire dal presupposto che ci si trovi in una situazione di difficoltà dalla quale non si può comunque uscire a me sembra una cosa impossibile soprattutto se si parla di giovani. Se noi adulti crediamo e lavoriamo con i giovani e desideriamo essere per loro un riferimento dobbiamo senz’altro dar loro la speranza, anche quando sembra che la speranza di una via d’uscita non ci sia. Era il messaggio di “Impossibili ma non troppo” ed è il messaggio di “Scialla e poi splendi”»