13 gennaio

Sant’Ilario di Poitiers nacque a Poitiers, nell’Aquitania, intorno al 315 da una illustre famiglia pagana. Ricevette un’educazione letteraria e filosofica a base neoplatonica. Un giorno lesse la Sacra Bibbia e, alle parole: «Ego sum qui sum: Io sono Colui che sono», rimase impressionato. Attratto dalla Parola di Dio, ricevette, adulto, il Santo Battesimo ed era così scrupoloso e sollecito nella pratica delle virtù che veniva chiamato sacerdote e il popolo lo considerava proprio pastore. Quando il vescovo della sua città morì, Ilario gli successe nell’episcopato. Per essersi allontanato dai pensieri dei vescovi occidentali che avevano abbracciato l’Arianesimo, l’imperatore Costanzo lo esiliò in Frigia.

Nell’esilio il Santo impiegò il tempo a comporre il suo capolavoro: il “De Trinitate”. In esso difende la consustanzialità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo così bene da essere chiamato il Dottore della Trinità.

 Nel 359, Costanzo lo convocò a Rimini per un concilio con gli occidentali e a Seleucia per un Concilio con gli orientali. I suoi pensieri non vennero accettati. Ilario se ne tornò a Poitiers dove venne accolto trionfalmente. Con la morte dell’Imperatore Costanzo, l’arianesimo ebbe un crollo decisivo. Riunì allora un concilio nelle Gallie, vi condannò gli atti del concilio di Rimini, e scomunicò l’eretico Saturnino. Questo concilio portò i suoi frutti: cessarono gli scandali, e la fede fu riconosciuta in tutta la sua purezza. Morì l’anno 368. Papa Pio IX lo dichiarò e confermò Dottore della Chiesa universale.