12 gennaio

Filippo Latini nasce nel 1605 nel centro siciliano da cui prende il nome. Era un ragazzo sanguigno, cresciuto da una famiglia di calzolai molto religiosi, tanto che nel paese erano conosciuti come “la casa dei santi”. Nel lavoro aiutava il padre, era un ragazzo molto gentile con i poveri al punto di mendicare per loro. Veniva chiamato “la migliore lama di Sicilia” e lui, questa abilità, la metteva al servizio per la difesa della sua gente e per l’odine pubblico. Un giorno venne sfidato a duello da Vito Canino il quale venne ferito gravemente alla mano.

L’episodio segnò l’inizio della conversione. Nel 1631 entrò a far parte dei Cappuccini del convento di Caltanissetta, in Sicilia, e quando prese l’abito prese anche il nome di Bernardo e da lì la sua vita divenne piano piano tutta dedita ai servizi e alla preghiera. Analfabeta, fu destinato ai lavori più umili del convento. Subisce umiliazioni e anche il demonio non lo lascia tranquillo ma il Santo afferma: «l’orazione è il flagello del demonio ed egli teme più l’orazione che i flagelli e i digiuni».

Con gli anni divenne “il frate buono”, padre dei miseri, di coloro che avevano bisogno di un conforto spirituale e servizievole verso i confratelli, specialmente se ammalati e fece penitenze e mortificazioni molto forti.

Ormai era un uomo nuovo e l’errore di gioventù era stato ripagato: per la gente divenne esempio di santità. Muore il 12 gennaio del 1667, ad appena 62 anni e prima di seppellirlo devono cambiare per ben 9 volte la sua tonaca, perché tutte erano state fatte a pezzettini dai fedeli che volevano avere una reliquia. Fu beatificato da Clemente XII il 15 maggio 1768. È stato canonizzato da Papa Giovanni Paolo II, il 10 giugno 2001.