Rifugiati: richieste d’asilo in forte calo

Mediterraneo amaro per chi chiede protezione internazionale. Nel 2010 le domande di asilo nel nostro Paese sono state circa diecimila, un terzo rispetto al 2008; e gli arrivi via mare di migranti in Italia, Grecia, Cipro e Malta ammontano a 8.800 persone, contro le 32mila dell’anno precedente: una diminuzione del 70per cento.

"E’ la conseguenza dei respingimenti nel Canale di Sicilia dopo l’accordo di collaborazione con la Libia", ha spiegato il responsabile del Servizio Rifugiati dei Gesuiti italiani(che quest’anno festeggia i trent’anni di attività), padre Giovanni Lamanna, intervistato nel corso del programma preserale di Tele Radio Padre Pio Cammino di Santità.  In Europa si è consolidata la tendenza ad applicare politiche di frontiera sempre più restrittive, proprio mentre in Africa ed in Asia si assiste ad una moltiplicazione di conflitti e di situazioni di insicurezza anche in regioni che sembravano stabilizzate.

"Aumentano le difficoltà di integrazione per chi riesce a raggiungere il nostro Paese: il sitema di accoglienza in Italia infatti si è confermato inefficace, oltre che gravemente insufficiente. Per i cristiani questo è inaccettabile. Se altri diventano più duri, dobbiamo portarli verso di noi, soprattutto ora che l’emergenza si è fatta esasperante". I progetti realizzati dal Centro Astalli, di cui padre Lamanna è presidente, amche nel 2010 sono stati mirati a soccorrere i più vulnerabili tra i migranti forzati: le vittime di tortura, i portatori di disagio mentale, gli esclusi con famiglie a carico. Servizi di accoglienza su molti fronti: alloggio, cure mediche, qualificazione professionale, insegnamento della lingua italiana. A Roma ma anche in altre Regioni, sopratutto nel Sud. 

A 60 anni dalla costituzione dell’Unhcr(o ACNUR), l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata alla tutela dei rifugiati, il Centro Astalli denuncia, ancora una volta, la mancanza nel nostro ordinamento di una legge in materia di diritto d’asilo. Antonio Guterres, Alto Commissario Onu, ha recentemente ricordato che i movimenti forzati di popolazioni sono in rapida evoluzione in tutto il mondo: un numero sempre maggiore di persone sul nostro pianeta attraversa i confini della propria patria, a causa della povertà estrema, dell’impatto dei cambiamenti climatici e dei conflitti. Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, presentando oggi il suo rapporto annuale a Strasburgo, ha affermato che "la crisi in Nordafrica dimostra che c’è bisogno di una nuova politica comune europea in materia di migrazione e asilo, che distribuisca anche la responsabilità dell’accoglienza in modo più uniforme ed equo tra gli Stati membri".