Preti in periferia – don Virginio Colmegna e la Casa della carità

Nella periferia nord di Milano, in via Brambilla 10, sorge la Casa della carità. Una vera e propria casa dove chi vive in situazioni di disagio, difficoltà ed emergenza può trovare qualcuno disposto a prendersi cura di loro. Servizi di assistenza sanitaria e legale, ascolto, consulenza, servizi doccia e cambio biancheria, alloggi, con l’obiettivo di aiutare i propri ospiti a ritrovare l’autonomia, a reinserirsi nella società dalla quale sono tagliati fuori. Voluta dal cardinale Carlo Maria Martini, nasce nel 2004 come luogo di ospitalità gratuita per persone in difficoltà. Dal 2004 a oggi ha ospitato oltre 2000 persone, proveniente da 94 nazionalità diverse, uomini, donne, minori. Non solo accoglienza ma anche e soprattutto relazioni, guardare i volti delle persone, conoscerne le storie per capirne i bisogni, superare l’assistenzialismo per entrare nella realtà del vivere o sopravvivere, fatta di lavoro, casa, relazioni affettive, educazione e formazione, ideali, progettando e promuovendo sviluppo e coesione sociale. Don Virginio Colmegna è il presidente della Casa della carità, lui ci ha raccontato che significa stare nel mezzo della vita della gente, della loro sofferenza, che significa creare relazioni e ridare speranza. Tra i tanti settori d’intervento c’è anche quello del disagio psichico, con la comunità “So-stare”. Voluta fortemente da don Virginio, la comunità, una sorta di casa nella Casa, offre un’ospitalità familiare e prolungata a persone con particolari necessità. Può ospitare fino a dieci persone, in un ambiente piccolo e raccolto. So-stare opera anche sul territorio per affidare le persone ospitate ai servizi competenti, con i quali, in precedenza, avevano spesso un rapporto discontinuo e frammentario.  Gli ospiti, inoltre, vengono accompagnati in attività di risocializzazione anche quando la loro accoglienza è terminata.  Nella prossima puntata di Preti in periferia, ascolteremo la storia di don Virginio, la storia della Casa della carità e di una Milano multietnica.