Peregrinatio Crucis

Per quattro giorni, dal 13 al 16 febbraio, il crocifisso delle stimmate ha fatto tappa a Vico del Gargano, cittadina arroccata in un angolo dello sperone d’Italia, in provincia di Foggia. «Vico del Gargano è un luogo particolare e magico, incastonato tra mare e montagna e noi siamo grati ai superiori della provincia religiosa per questa presenza importante. Un evento molto sentito da tutti i vichesi perché nel nostro convento si venera un artistico crocifisso miracoloso. Accogliere questa preziosa reliquia significa accogliere tra noi Padre Pio». Con queste parole, venerdì 13 febbraio, il guardiano del convento, fr. Giuseppe Tortorelli, nella piazza intitolata al poverello d’Assisi, ha concluso la breve liturgia d’accoglienza. Nonostante il freddo, non è mancato il calore dei vichesi che con le fraternità dell’ofs di Ischitella, Rodi e Vico insieme ai cappuccini ed ai rappresentanti delle confraternite del paese hanno accompagnato processionalmente la sacra effige al convento fondato nel 1566. Convento conosciuto nella zona come il convento del SS. Crocifisso, in quanto la chiesa, intitolata a Santa Maria degli Angeli, custodisce un crocifisso “miracoloso” del 1600 che la tradizione vuole sia stato scolpito a Trieste da un pastore, al quale Cristo sarebbe apparso orinandogli di scolpirlo. Nei secoli scorsi in tempo di grande siccità, quando, pregato e supplicato, il crocifisso irrorò la terra arsa con benefica e provvidenziale pioggia. A questo si aggiunse anche il miracolo della scomparsa della peste da Vico nel 1866. Dopo la processione, fr. Giuseppe, nella chiesa conventuale, ha presieduto una solenne concelebrazione Eucaristica. Durante l’omelia ha sottolineato che «padre Pio era un uomo crocifisso che portava la croce per aiutare i fratelli e le sorelle d’esilio». Il guardiano ha spiegato che la croce «non è una rosa, ma un pezzo di legno che sulle spalle fa male, fa soffrire, fa sentire il suo peso. Eppure Gesù Cristo l’ha portata con dignità, con onore, perché sapeva che quel dolore era passeggero, in vista di un amore cosi grande donato e versato per l’uomo». È da qui rivolgendosi all’assemblea ha esortato i fedeli a saper portare le croci che la vita dona quotidianamente. La croce ha precisato è come «un faro che illumina la notte più oscura del dolore, della tristezza, della nostalgia, della desolazione, della disperazione, della depressione» per lanciare all’uomo di oggi un messaggio: «ecco la via, non ti puoi perdere».
Sabato tutta la famiglia francescana si è riunita in adorazione attorno alla preziosa reliquia. È seguito un momento di preghiera dei Gruppi di Padre Pio della zona. Domenica è stata grande la partecipazione dei fedeli che hanno raggiunto il piccolo convento per venerare il crocifisso che ha donato a Padre Pio i segni della Passione di Cristo. Lunedì 16 febbraio il commiato. Tutti i fedeli presenti hanno potuto baciare il Crocifisso che, accompagnato da fr. Francesco Dileo, rettore del santuario Santa Maria delle Grazie e della Chiesa di San Pio da Pietrelcina è ripartito alla volta di San Giovanni Rotondo.


La settimana scorsa la peregrinatio Crucis ha toccato la cittadina di Cerignola (Fg), che ha fatto grande festa, in piazza Duomo, con il pastore della diocesi Mons. Felice di Molfetta, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano: «sono ben lieto e grato di avere nella nostra cattedrale la sacra effige che è stata oggetto di tenerezza, dialogo e drammi portati nelle carni di padre Pio da Pietrelcina».
La croce ha spiegato Mons. di Molfetta, durante la Santa Messa, è «lo squarcio di luce sull’oscurità della nostra esistenza». Rivolgendosi poi ai fedeli che gremivano il Duomo li ha invitati ad imitare l’insegnamento dell’umile e santo cappuccino: «contemplando questa sacra effige siamo chiamati a porre nella nostra vita Gesù al centro. Padre Pio ci sia d’aiuto, di sostegno e incoraggiamento».
Dal 7 al 9 febbraio, la famiglia francescana, i gruppi di preghiera Padre Pio, le diverse realtà associative della diocesi hanno pregato ai piedi della preziosa reliquia del 1500. La chiesa conventuale dei Cappuccini, la cui parrocchia è intitolata al Santissimo Crocifisso in quei giorni è rimasta aperta fino a notte tarda per permettere a tutti, specialmente i più giovani, di fermarsi in preghiera dinanzi al Crocifisso tanto caro a Padre Pio.


Prossima tappa il Molise. Il Crocifisso giungerà ad Isernia venerdì 20 febbraio alle 16.30 presso la stazione ferroviaria. Seguirà la processione verso il convento dei cappuccini dove il “crocifisso della stimmate” rimarrà fino a Domenica 22 febbraio.