In occasione del sesto anniversario del pontificato di Papa Francesco vogliamo proporvi tutti i discorsi o i pensieri del Santo Padre su Padre Pio in questi anni.

6 febbraio 2016

La prima volta fu durante l’udienza generale con i “Gruppi di Preghiera di Padre Pio” riuniti a Roma in occasione della ostensione temporanea del corpo del santo frate in San Pietro per l’anno dedicato alla Misericordia, 6 febbraio 2016

«Padre Pio – ha esordito Papa Francesco, dopo il saluto introduttivo di monsignor Michele Castoroè stato un grande servitore della misericordia. Lo è stato a tempo pieno, praticando fino allo sfinimento l’apostolato dell’ascolto. É diventato, attraverso il ministero della confessione, una carezza vivente del Padre che guarisce le ferite del peccato e rinfranca il cuore con la pace. Ha irrigato tanti cuori deserti e ha creato oasi di vita in molte parti del mondo. Tra queste vanno annoverate sicuramente i Gruppi di Preghiera, che San Pio ha definito “vivai di fede e focolai d’amore divino”».

Sempre riprendendo le parole del Frate cappuccino, il Santo Padre ha definito la preghiera come «una forza che muove il mondo perché spande il sorriso e la benedizione di Dio su ogni languore e debolezza. É un’opera di misericordia spirituale che vuole portare tutto al cuore di Dio». Ai Gruppi di Preghiera, infine, ha rivolto un incoraggiamento: «siate delle centrali di misericordia, sempre aperte e attive, che con la potenza umile della preghiera provvedano alla luce di Dio».

7 febbraio 2016

Il giorno seguente durante l’Angelus del 7 febbraio 2016 il Santo Padre ha continuato a parlare di Padre Pio:

“Questo è l’essenziale del cristianesimo: diffondere l’amore rigenerante e gratuito di Dio, con atteggiamento di accoglienza e di misericordia verso tutti, perché ognuno possa incontrare la tenerezza di Dio e avere pienezza di vita. E qui, in maniera particolare, penso ai confessori: sono i primi a dover dare la misericordia del Padre seguendo l’esempio di Gesù, come hanno fatto anche i due Frati santi, padre Leopoldo e padre Pio”.

9 febbraio 2016

Durante l’Incontro con i missionari della misericordia, Papa Francesco, il 9 febbraio 2016, presenta san Pio e San Leopoldo come esempio di ministri del perdono:

“Vi accompagno in questa avventura missionaria, dandovi come esempi due santi ministri del perdono di Dio, san Leopoldo e san Pio – lì fra gli italiani c’è un cappuccino che assomiglia tanto a san Leopoldo: piccolo, la barba… -, insieme a tanti altri sacerdoti che nella loro vita hanno testimoniato la misericordia di Dio. Loro vi aiuteranno. Quando sentirete il peso dei peccati a voi confessati e la limitatezza della vostra persona e delle vostre parole, confidate nella forza della misericordia che a tutti va incontro come amore e che non conosce confini. E dire come tanti santi confessori: “Signore, io perdono, mettilo sul mio conto!”. E vai avanti”.

9 febbraio 2016

In occasione della Santa Messa con i frati cappuccini Papa Francesco, il 9 febbraio 2016, ha evidenziato che: il perdono è un seme, è una carezza di Dio. Abbiate fiducia nel perdono di Dio. Non cadere nel pelagianesimo! “Tu devi fare questo, questo, questo, questo…”. Ma voi avete questo carisma dei confessori. Riprenderlo, rinnovarlo sempre. E siate grandi perdonatori, perché chi non sa perdonare finisce come questi dottori del Vangelo: è un grande condannatore, sempre ad accusare… E chi è il grande accusatore, nella Bibbia? Il diavolo! O fai l’ufficio di Gesù, che perdona dando la vita, la preghiera, tante ore lì, seduto, come quei due [san Leopoldo e san Pio]; o fai l’ufficio del diavolo che condanna, accusa… Non so, non riesco a dirvi un’altra cosa. In voi lo dico a tutti, a tutti i sacerdoti che vanno a confessare. E se non se la sentono, che siano umili e dicano: “No, no, io celebro la Messa, pulisco il pavimento, faccio tutto, ma non confessare, perché non so farlo bene”.

18 maggio 2017

Il Santo Padre, il 18 maggio 2017,  ha ricevuto in Udienza, nell’Aula Paolo VI, familiari e pazienti affetti dalla malattia di Huntington, assieme a medici, ricercatori e associazioni impegnati a contrastare questa rara malattia neurodegenerativa del sistema nervoso centrale rivolgendosi anche agli operatori di Casa Sollievo della Sofferenza: “tra voi ci sono anche gli operatori dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, che, sia con l’assistenza sia con la ricerca, esprimono il contributo di un’opera della Santa Sede in questo ambito così importante”. Il servizio di tutti voi è prezioso – ha continuato – perché è certamente dal vostro impegno e dalla vostra iniziativa che prende forma in modo concreto la speranza e lo slancio delle famiglie che si affidano a voi. Le sfide diagnostiche, terapeutiche e assistenziali che la malattia propone sono tante. Che il Signore possa benedire il vostro lavoro: possiate essere punto di riferimento per i pazienti e i loro familiari, che in diverse circostanze si trovano a dover affrontare le già dure prove che la malattia comporta, in un contesto socio-sanitario che spesso non è a misura della dignità della persona umana”.

17 marzo 2018

Il 17 marzo 2018  papa Francesco è a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo per il centenario della stigmatizzazione e per il cinquantesimo anniversario della morte del frate cappuccino.

Pietrelcina

A Pietrelcina accanto alla cappella delle Stimmate di Piana Romana il Papa ha ricordato che: “ci troviamo oggi nello stesso terreno sul quale padre Pio dimorò nel settembre del 1911 per “respirare un po’ di aria più sana”. In quel tempo non c’erano gli antibiotici e le malattie si curavano tornando al paesino natale, dalla mamma, a mangiare le cose che fanno bene, respirare bene l’aria e a pregare. Così fece lui, come un uomo qualsiasi, come un contadino. Questa era la sua nobiltà. Mai rinnegò il suo paese, mai rinnegò le sue origini, mai rinnegò la sua famiglia. In quel tempo, infatti, egli risiedeva nel suo paese natale per motivi di salute. Quello non fu, per lui, un periodo facile: era fortemente tormentato nell’intimo e temeva di cadere nel peccato, sentendosi assalito dal demonio …. Questo umile frate cappuccino ha stupito il mondo con la sua vita tutta dedita alla preghiera e all’ascolto paziente dei fratelli, sulle cui sofferenze riversava come balsamo la carità di Cristo. Imitando il suo eroico esempio e le sue virtù, possiate diventare voi pure strumenti dell’amore di Dio, dell’amore di Gesù verso i più deboli. Al tempo stesso, considerando la sua incondizionata fedeltà alla Chiesa, darete testimonianza di comunione, perché solo la comunione – cioè l’essere sempre uniti, in pace fra noi, la comunione fra noi – edifica e costruisce”.

San Giovanni Rotondo

Al termine della giornata trascorsa nei luoghi di Padre Pio il Papa durante l’omelia ha ribadito che: “…l’unica arma sapiente e invincibile è la carità animata dalla fede, perché ha il potere di disarmare le forze del male. San Pio ha combattuto il male per tutta la vita e l’ha combattuto sapientemente, come il Signore: con l’umiltà, con l’obbedienza, con la croce, offrendo il dolore per amore. E tutti ne sono ammirati; ma pochi fanno lo stesso. Tanti parlano bene, ma quanti imitano? Molti sono disposti a mettere un “mi piace” sulla pagina dei grandi santi, ma chi fa come loro? Perché la vita cristiana non è un “mi piace”, è un “mi dono”. La vita profuma quando è offerta in dono; diventa insipida quando è tenuta per se ... San Pio ha offerto la vita e innumerevoli sofferenze per far incontrare il Signore ai fratelli. E il mezzo decisivo per incontrarlo era la Confessione, il sacramento della Riconciliazione. Lì comincia e ricomincia una vita sapiente, amata e perdonata, lì inizia la guarigione del cuore. Padre Pio è stato un apostolo del confessionale. Anche oggi ci invita lì; e ci dice: “Dove vai? Da Gesù o dalle tue tristezze? Dove torni? Da colui che ti salva o nei tuoi abbattimenti, nei tuoi rimpianti, nei tuoi peccati? Vieni, vieni, il Signore ti aspetta. Coraggio, non c’è nessun motivo così grave che ti escluda dalla sua misericordia”…..

18 marzo 2018

Il giorno seguente la visita nei luoghi di Padre Pio, il 18 marzo 2018, al termine della preghiera mariana dell’Angelus, ha ringraziato il popolo di Padre Pio:

Ieri sono stato in visita a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo. Saluto con affetto e ringrazio le comunità delle diocesi di Benevento e di Manfredonia, i vescovi – mons. Accrocca e mons. Castoro – i consacrati, i fedeli, le autorità; ringrazio per la calorosa accoglienza e porto nel cuore tutti, ma specialmente i malati della Casa Sollievo della sofferenza, gli anziani e i giovani. Ringrazio coloro che hanno preparato questa visita che davvero non dimenticherò. Che Padre Pio benedica tutti”.

3 giugno 2018

Durante l’ Angelus del 3 giugno 2018 il Santo Padre ha ricordato Maria Gargani figlia spirituale di Padre Pio:

“Ieri, a Napoli, è stata proclamata Beata Suor Maria Crocifissa del Divino Amore, al secolo Maria Gargani, fondatrice delle Suore Apostole del Sacro Cuore. Figlia spirituale di Padre Pio, è stata una vera apostola nel campo scolastico e parrocchiale. Il suo esempio e la sua intercessione sostengano le sue figlie spirituali e tutti gli educatori. Alla nuova Beata un applauso, tutti: la salutiamo!”

20 febbraio 2019

Soltanto un mese fa il Pontefice è tornato a parlare del santo cappuccino. Il 20 febbraio 2019 durante l’Udienza con la Arcidiocesi di Benevento ha ricordato ancora una volta la sua vista a Pietrelcina.

“Desidero rinnovare a tutti il mio vivo ringraziamento per la calorosa accoglienza che mi avete riservato in quella circostanza. Non dimentico mai quella giornata, come pure non dimentico tanti ammalati che ho salutato, è rimasta nel mio cuore quella visita. Il ricordo di quell’evento, carico di significato ecclesiale e spirituale, ravvivi in ciascuno la volontà di approfondire la vita di fede, nel solco degli insegnamenti del vostro illustre e santo conterraneo Padre Pio. Egli si distinse per salda fede in Dio, ferma speranza nelle realtà celesti, generosa dedizione alla gente, fedeltà alla Chiesa, che ha sempre amato con tutti i suoi problemi e le sue avversità”.

 

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