Paolo Mosca e le sue Parole preziose

Dopo il successo de “Il sale della vita” Paolo Mosca ci presenta una nuova opera “a più voci”sul tema del dialogo, sull’importanza dello scambio di energie, conoscenze ed emozioni. “Parole preziose” (Frassinelli) è il titolo del suo nuovo libro. A inventarle e a pronunciarle sono venticinque personalità del mondo culturale italiano che Mosca ha intervistato a nome del pubblico più semplice e più spontaneo.
Cercando di “rubare” a questi positivi protagonisti di successo il segreto per dare il giusto peso e significato alle parole, e con queste, trovare o ritrovare l’equilibrio interiore.

Le “parole preziose” degli intervistati di Mosca, arrivano dunque come un toccasana, carezze per il nostro spirito. Ecco la fantasia dì Alda Merini, il gusto di Giorgio Armani, il coraggio dì Margherita Hack, l’ironia di Giulio Andreotti, la passione per l’arte di Luciano Minguzzi, la sensibilità di Carla Fracci, le sfide di Oliviero Toscani, l’ispirazione di Roberto Vecchioni, la pacatezza di Francesco Alberoni, le antenne poetiche di Mogol, la tenerezza di Giulietta Simionato, e ancora …

Perché preziose? Lo abbiamo chiesto a Paolo Mosca, ospite della “Cultura di Arlecchino”:

“Come voi, anch’io credevo che le nostre parole, all’inizio del terzo millennio, avessero perso peso e significato. Il linguaggio frenetico dei mass media, quello sincopato del computer, o quello parlato d’ogni giorno, mi appariva sempre più povero, ripetitivo. Già, perché oggi si tende all’utile essenzialità delle parole: ma più per timore d’essere bollati come prolissi, che per nostre scelte logiche. E cosi, le singole parole perdono energia, storicità, fascino e mistero.

Come voi, anch’io ero sul punto di rinunciare alla lotta per conservare il… “giusto peso” delle parole. Il che, mi procurava uno squilibrio non soltanto di ascolto, lettura e scrittura: ma interiore, come se ai ragionamenti più profondi dello spirito, venissero a mancare, con le giuste parole, i punti di appoggio. Ma in questi ultimi due anni, la mia professione di giornalista, mi ha portato a dialogare con le personalità più svariate del mondo culturale italiano. Spunti per gli incontri erano fenomeni di costume, ricorrenze, inchieste a tema: le mie domande spontanee, e volutamente semplici, davano il via a risposte sempre sagge e comprensibili a vari livelli di lettura. E le parole usate dai miei interlocutori, riproponevano magicamente tutti quei significati senza tempo che credevo perduti. Insomma, le loro, erano davvero “parole preziose”: perfette per andare a riequilibrare quei vuoti del mondo interiore”

Le “parole preziose” degli intervistati di Mosca, arrivano dunque come un toccasana, carezze per il nostro spirito. Ecco la fantasia dì Alda Merini, il gusto di Giorgio Armani, il coraggio dì Margherita Hack, l’ironia di Giulio Andreotti, la passione per l’arte di Luciano Minguzzi, la sensibilità di Carla Fracci, le sfide di Oliviero Toscani, l’ispirazione di Roberto Vecchioni, la pacatezza di Francesco Alberoni, le antenne poetiche di Mogol, la tenerezza di Giulietta Simionato, e ancora …

“Si tratta di venti interviste in cui spuntano mille parole preziose – precisa lo scrittore – ogni personalità propone, intatto, il proprio vocabolario intimo. Amicizia, fantasia, rivincita, speranza, famiglia, dignità, complicità, destino, ispirazione, rispetto… Eccole, alcune delle mille parole preziose che ci aiutano a trovare o a ritrovare l’equilibrio interiore. Leggendo questo libro, vi consiglio dì giocare voi la parte degli intervistatori. Fate vostre le mie domande, e scegliete le parole preziose da rubare alle risposte. Ci sarà ricchezza di emozioni e di sentimenti per tutti. Anche perché l’equilibrio di ogni creatura è fatto di impercettibili alchimie, di poche parole chiave. Certo, se ci fermassimo alle apparenze dei sorrisi che ci circondano, dovremmo dire che il mondo va a gonfie vele. E invece sappiamo che sotto le maschere, i sorrisi interiori sono sempre più difficili. Mille “parole preziose”insomma, che aiuteranno i lettori a guardarsi allo specchio della propria anima con più coraggio, con più consapevolezza, ma soprattutto con più speranza.”

Concludiamo con un augurio prezioso da regalare agli ascoltatori?

Mi auguro dunque, che queste “parole preziose” possano compiere in ogni lettore, il prodigio del sorriso dello spirito: un sorriso senza pubblicità, autonomo, unico, ancora e finalmente innamorato della vita.