Era il 4 settembre 1916

La prima volta che Padre Pio salì a San Giovanni Rotondo fu la sera del 28 luglio del 1916. Egli proveniva dal convento di Sant’Anna di Foggia, dove dimorava dal 17 febbraio. Il Padre Paolino da Casacalenda, che fu l’autore principale della venuta del frate cappuccino pietrelcinese nel conventino garganico, racconta così il fatto:

Dovetti recarmi a Foggia per predicare nella festa di Sant’Anna (26 luglio) e qui incontra nuovamente il padre Pio. Rimasi molto impressionato del suo stato di salute. Oltre la debolezza organica,che gli veniva dal fatto che rimetteva sempre quello che mangiava, egli soffriva ancora di più per l’eccessivo calore che non poteva sopportare…Intanto neppure il demonio c’è stava di tormentarlo… Allora si decise a partire. Dopo di aver preso la benedizione del padre guardiano di Foggia e salutato gli altri frati, accompagnato da me, giunse nel convento di San Giovanni Rotondo, accolto con grande affetto dai pochi frati, che non ancora erano chiamati al servizio militare, e tutti gli allievi del seminario serafico. Era la sera del 28 luglio 1916″ (Memorie, pp 61-70).

Da provvisoria divenne definitiva

Padre  Pio si trattenne nel conventino garganico soltanto otto giorni, perché non voleva restarvi senza il permesso del padre provinciale, che tardava a venire. Però, dopo pochi giorni dal suo rientro a Foggia, scrisse al provinciale una lettera, nella quale descrisse la drammatica situazione del suo spirito e chiese il permesso di far ritorno a San Giovanni rotondo. Ecco le commosse e  misteriose parole della sua domanda: “Ora vengo a chiedervi una carità, e tanto più vengo a chiedetevela, in quanto che Gesù mi costringe. Egli mi dice che bisogna sollevare un po’ il fisico per tenermi pronto ad altre prove, alle quali vuole assoggettarmi. La carità che desidero da voi, padre mio, si è di mandarmi a passare un po’ di tempo in San giovani, dove Gesù mi assicura che starò meglio. Vi prego di non negarmi questa carità” (13 agosto 1916, Epist. I, 798)

Ottenuto il permesso Padre Pio tornò a San Giovanni Rotondo. Era la sera di lunedì 4 settembre 1916.

In verità conosciamo poco di questa seconda venuta del padre nella cittadina garganica. Tutto quello che c’è stato tramandato si traduce a due notizie. La prima la prendiamo dalla signora Maria Grazia Massa, che ci ha lasciato una preziosa testimonianza nella quale, tra l’altro si legge: “Mio padre conobbe il caro padre nella corriera da Foggia a San Giovanni Rotondo. Quale amico dei cappuccini, si presentò a Padre Pio col suo cognome, e fu subito colpito dallo sguardo limpido e profondo del giovane cappuccino. Fece insieme con lui il viaggio, parlando della famiglia è della guerra (quella del 15-18). Arrivati in paese, si salutarono ed ognuno stava per prendere la propria strada, quando Padre Pio chiamo mio padre per nome, dicendogli: “Francesco, ti aspetto in convento con tutta la famiglia. Mio padre sbalzò a sentirsi chiamare per nome, dal momento che si era presentato a lui soltanto col cognome, e cominciò a nutrire ammirazione e devozione per quel giovane cappuccino. Puntuale, la mattina seguente mio padre era in convento con la mamma e con noi sei figli”.

La seconda notizie riguarda i misteriosi disegni della Provvidenza, che governa la storia di ogni singolo uomo, come quella di tutta l’umanità e dell’universo. La venuta di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, il 4 settembre del 1916, doveva avere carattere “provvisorio” (per un po’ di tempo, leggiamo nella lettera di Padre Pio del 13 agosto di quell’anno). Padre Pio doveva rimanere nel conventino garganico sino alla venuta del provinciale padre Benedetto, prevista per fine settembre. Ma il superiore provinciale venne a San Giovanni Rotondo soltanto verso la metà di ottobre, quando predicò gli esercizi spirituali ai seminaristi alle terziarie. In quei giorni discusse con i padri del convento sull’opportunità o meno di lasciare Padre Pio stabilmente a San Giovanni Rotondo. Alla soluzione positiva si opponeva la presunta malattia di tisi del cappuccino, che avrebbe potuto nuocere ai giovinetti del seminario.

I religiosi supplicarlo il padre provinciale di permettere che Padre Pio rimanesse a San Giovanni rotondo. E lo stesso padre assicurò categoricamente “che la malattia non era per gli alti”. Fu per questo che il provinciale Padre Benedetto si decise a lasciare Padre Pio nel conventino Garganico con l’incarico di direttore e  insegnante del seminario serafico.

In tal modo la venuta “provvisoria” del 4 settembre si trasformò in presenza “permanente”. Da quel giorno salvo brevi interruzioni Padre Pio non si mosse più da San Giovanni Rotondo. E qui che attende la resurrezione dei morti.

 

 

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