Maria Pyle l’americana

All’ombra di grandi uomini si sono rese grandi anche tante donne. Ricordiamo Benedetto e la sorella Scolastica, Giovanni della Croce e Teresa d’Avila, Francesco e Chiara d’Assisi ma l’elenco potrebbe essere lungo.

Alla scuola di Padre Pio la fioritura di Santità femminile quotidiana ordinaria è stata superlativa. Donne che nella semplicità e nella fedeltà a regole non scritte ma vissute dettate con l’esempio del padre spirituale, hanno percorso nel silenzio nel nascondimento le vie della perfezione evangelica speditamente, superando ostacoli e lusinghe mondani per piacere a Colui al quale il santo di Pietrelcina le aveva indirizzate. L’incontro con Gesù aveva rapito il cuore di ciascuna e la loro vita era “ormai nascosta con Cristo in Dio”.

Tra tutte, come Astro fulgido, risplende la figura di Maria Pyle, l’americana che abbandonò la sua grande amica Maria Montessori, e con lei la possibilità di carriera e di fama internazionale, per seguire uno sconosciuto frate del Gargano.

 

Il 1923 segnò profondamente la sua vita. L’incontro con l’ancora giovane Padre Pio che da poco aveva compiuto 36 anni, determinò l’orientamento definitivo della sua vita. Giunta nel piccolo paesino del Gargano, Maria impresse nel suo cuore l’incontro con lo Stimmatizzato e le parole da lui dette e scolpirono nel suo animo:”figlia mia, non andare più in giro. Fermati qui”.

L’americana, come veniva chiamata a San Giovanni Rotondo, determinata a raggiungere le vette della perfezione evangelica a tutti i costi, non esitò a convertirsi al protestantesimo, nonostante le minacce materne di diseredarla. Ma non si accontentò di essere approdata alla religione cattolica, voleva cercare di essere un’autentica cattolica.

Seguendo le orme di Padre Pio da Pietrelcina, cominciò a procedere sulla via del Vangelo fino a giungere alla conclusione di volersi fare suora. Il padre spirituale la dissuase senza mezzi termini: “Il convento non è per te e fatti terziaria“.

L’ingresso nella famiglia francescana, non l’ho visse come un ripiego, né come una menomazione alla sua vocazione, ma come scoperta di una via privilegiata che Dio aveva tracciato per lei e che il Padre le aveva indicato. Scelte quella strada liberamente, volontariamente con entusiasmo. Il suo impegno durò per tutta la vita.

Vestito il saio Francescano non lo dismesse più, se non in rare occasioni. La sua casa, quasi un piccolo castello arroccato sulle pendici del colle dove sorge il convento dei cappuccini, diventa luogo di accoglienza e di preghiera, un porto di mare dove chiunque è raggiunto poteva trovare riparo e ristoro.

L’essere diventata terziaria Francescana non le concedeva più sosta. Il padre le aveva indicato quella via per un’esclusiva santificazione personale o per tenerla sotto la sua protezione come una chioccia con il suo pulcino. L’aveva inserita in una famiglia e ad essa doveva provvedere senza tralasciare gli altri impegni cristiani e caritativi.  La sua è sempre stata una presenza nascosta all’ombra di Padre Pio.

 

Nella sua dimora, sono morti sia la mamma che il padre del santo Cappuccino. La discrezione, la carità furono il criterio con cui vennero sempre accolti i più poveri e bisognosi, e mai allontanati coloro che nonostante le loro ricchezze cercavano Dio. Tutto ciò senza mai fare chiasso e tanto meno renderlo motivo di vanto.

La sua vita fu un servizio discreto e meraviglioso che l’aveva strappato alla sia vita e all’America, l’aveva inviata nel giardino del Gargano per farla crescere rigogliosa come un fiore raro, affidato alle cure di un custode eccezionale, che con generosa e potature l’aveva resa pianta forte e fruttuosa. Maria, ignota forse a tanti, resta cara a chi l’ha conosciuta e a chi l’ha incontrata. In lei hanno trovato una mamma, una sorella o un’amica o semplicemente un angelo.

La sua memoria è cara ai frati della provincia Cappuccina di padre Pio. Il suo amore per lei, rimarrà scolpito nella memoria di tutti i frati. Un segno visibile di questo legame è la casa che ancora oggi sorge fiera nei pressi del Convento realizzazione di quella profezia fatta da Padre Pio nel 1929: “Anche se questa casa dovesse crollare è stata ricostruita pietra su pietra per qualcosa di bello“. Questa casa oggi è un Centro di accoglienza giovanile e vocazionale della provincia di sant’Angelo e Padre Pio. 

 

Foto Voce di Padre Pio 

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