Nella Cattedrale di Manfredonia la Santa Messa Crismale: momento di profonda comunione

«Nella liturgia della Chiesa, questa solenne celebrazione ritorna immancabilmente ogni anno. Eppure essa è sempre nuova: sia perché nuova è la grazia che ci viene donata, sia perché mutano in continuità le nostre situazioni di vita che dalla liturgia ricevono luce e forza».

Con queste parole, mons. Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia-Vieste e San Giovanni Rotondo, si è rivolto ai tanti fedeli, religiose e sacerdoti che, ieri, si sono ritrovati nella Cattedrale di Manfredonia per la Santa Messa Crismale.
«Carissimi, in questo anno pastorale, per intuizione dello Spirito – ha proseguito il Pastore dell’Arcidiocesi garganica – ci siamo imposti di riscoprire il ruolo attivo e responsabile dei fedeli laici nella Chiesa e nella società. Sì, siamo chiamati ad un deciso salto di qualità. Nella mia Lettera pastorale l’ho ripetuto più volte: il nostro sacerdozio ministeriale non ci estranea dal popolo di Dio, di cui invece siamo parte. Siamo tutti impegnati nella stessa vigna del Signore, tutti chiamati a servire il Vangelo».
«I Sacri Oli, che proprio in questa celebrazione sono resi segni efficaci dell’azione santificante del Padre e del Figlio e dello Spirito – ha ricordato mons. Castoro – partiranno da quest’unica sorgente dell’Eucaristia e da questa unica Chiesa Cattedrale per rifluire in mille rivoli fino ad ognuna delle nostre comunità cristiane sparse sul Gargano. E da lì ancora saranno poi usati per ungere i bimbi e gli infermi, i ragazzi cresimandi e i catecumeni adulti e – Dio lo voglia – anche le mani di qualche nuovo presbitero…Spettacolo, questo, semplice e ricco di singolare suggestione teologica, spirituale e pastorale!»
L’Arcivescovo Castoro ha poi invitato tutti a pregare per i sacerdoti: «Circondiamoli di onore e di affetto – ha detto – non solo per quello che sono per grazia, ma anche quello che fanno. Ogni giorno tocchiamo con mano il loro zelo, la dedizione generosa al ministero, l’ansia positiva per il bene delle anime. E pregate anche per me, perché possa essere pastore secondo il cuore di Cristo».
Subito dopo l’omelia si è svolto il rinnovo delle promesse sacerdotali che “evoca l’impegno assunto dai sacerdoti ad essere dispensatori dei misteri di Dio, per configurarsi pienamente a Cristo maestro e servo dell’umanità”, e, insieme ai doni, sono stati presentati all’altare gli oli da benedire. Sono stati benedetti l’olio degli infermi, dei catecumeni e il crisma, olio unito a profumi. Subito dopo mons. Castoro ha alitato sull’olio del crisma ad indicare il soffio di vita dello Spirito santo che infonde in noi la vita divina.
Prima della benedizione finale il vescovo ha consegnato a ciascun parroco i vasi con gli oli santi per la vita sacramentale della propria comunità.

 

 

(Foto Archivio VOCE DI PADRE PIO)