Mons. Antonio Palladino, un prete “fuori sacrestia”

Una giovane vita spesa nell’ardore apostolico per i fedeli della sua parrocchia e nelle molteplici fondazioni.
Nacque a Cerignola (Foggia) l’11 novembre 1881, ad undici anni entrò nel Seminario diocesano, passando poi nel Pontificio Seminario di S. Apollinare di Roma; conseguì la laurea in teologia nel 1903; fu ordinato sacerdote il 6 gennaio 1905 ad Ascoli Satriano.
Nel seminario insegnò filosofia e storia della Chiesa e fu pure vice rettore e amministratore; il vescovo gli affidò l’incarico di fondare il ricreatorio festivo “Don Bosco” a Cerignola, che fu frequentato da centinaia di ragazzi.
Nel 1909 fu nominato primo parroco della chiesa di S. Domenico a Cerignola e in questa funzione svolse un denso apostolato, ricco di fervore e iniziative, promovendo il culto eucaristico, la devozione al Sacro Cuore di Gesù e la vita associativa.
Sembra incredibile ma istituì una quarantina di associazioni con molti iscritti; fece apostolato nei rioni più indifferenti alla religione, fu vicino ai poveri ed ammalati, promosse l’Azione Cattolica e le vocazioni religiose.
Fu l’ideatore di una comunità di suore (le “Vittime Eucaristiche”) per sostenere le parrocchie con la preghiera e l’adorazione, ma l’Istituzione non fu approvata dalla Santa Sede.
Nel 1917 divenne Terziario Domenicano e nello stesso anno fondò la Fraternità Laica Domenicana, che raggiunse il numero di 400 iscritti.
Nel 1923 gettò il seme della futura Congregazione delle “Domenicane del SS. Sacramento” che divenne il cuore della parrocchia, inoltre edificò la Cappella del S. Cuore in un rione di ostici alla religione e la Casa dell’Immacolata per le giovani operaie; con molti sacrifici ed umiliazioni, provvide alla costruzione della chiesa della Madonna del Buon Consiglio e dell’annessa opera, che purtroppo non vide ultimata.
Fra l’altro fondò il Bollettino parrocchiale “La fiaccola” e la Cassa Rurale S. Domenico (1922). Verso la fine del 1924 si ammalò di un male inesorabile, le sue condizioni peggiorarono gradualmente, tanto che la parrocchia fu affidata ad un vicario il 25 febbraio 1926; cosciente della gravità del male, s’immolò come vittima al volere di Dio, affidando alle collaboratrici l’opera della Congregazione, fra le quali vi erano le sorelle Tarcisia e Maria Angela Vasciaveo, che ardevano dello stesso fervore eucaristico del fondatore.
Restò fedele fino alla fine al suo programma sacerdotale: “Tutte le anime a me affidate, tutte alla fine le condurrò a Te e la mia vita non sarà che un olocausto per Te”.
Morì santamente a Cerignola il 15 maggio 1926 a soli 44 anni; un anno dopo, il 19 ottobre 1927 la Congregazione delle Suore Domenicane del SS. Sacramento, si costituì e fu approvata dalle autorità ecclesiastiche.
La Santa Sede ha dato il 18 agosto 1994 il nulla osta per l’inchiesta e processo diocesano, nell’ambito della Causa per la sua beatificazione.

Ai nostri microfoni il prof. Angelo Giuseppe Dibisceglia presenta la figura e la santità  di Mons. Antonio Palladino