Messaggio dell’Episcopato Pugliese in occasione della canonizzazione del Beato Pio da Pietrelcina

Papa Giovanni Paolo II proclamerà Santo,domenica 16 giugno 2002, in Piazza San Pietro a Roma .il Beato Pio da Pietrelcina, frate minore cappuccino, vissuto per oltre 50 anni a San Giovanni Rotondo.

Nella gioia dell’avvenimento, le popolazioni del Gargano e dell’intera Regione Puglia, particolarmente legate alla testimonianza del Frate da Pietrelcina, rendono lode al Padre per mezzo di Gesù Cristo, nello Spirito Santo, perché dona alla Chiesa, nell’umile francescano, un altro Santo. Come Pastori delle Chiese, che sono in Puglia, invitiamo a prepararsi alla canonizzazione del Beato Pio, valorizzando i sussidi messi a disposizione dai Padri Cappuccini, dalla Direzione dei Gruppi di Preghiera “Padre Pio” di San Giovanni Rotondo e con iniziative affidate alle singole Comunità parrocchiali della Regione, e, specialmente, ai Gruppi di Preghiera.

L’iscrizione del Frate nell’albo dei Santi, più che aumentare la venerazione e gli atti di culto verso il Beato Pio, che, per grazia di Dio, non mancano tra la gente, interpella le Comunità cristiane di Puglia, richiamandoLe a tendere ad una vita santa, intessuta di Vangelo ,nutrita di Sacramenti, capace di leggere e discernerne il tempo e la storia per comunicare il Vangelo nella mutata società pugliese, attuando gli Orientamenti pastorali, nel prossimo decennio.

Una certa mentalità tende a considerare i santi persone fuori dell’ordinario, nella falsa convinzione che il loro cammino non è ripercorribile nella vita quotidiana di ogni cristiano.

Il Santo, invece, è un fratello e un amico, che, ricevuto, come ogni battezzato, il germe della vita divina, lascia fruttificare il dono di Dio, conformandosi a Gesù Cristo, per opera dello Spirito Santo.

La santità appartiene alla vita della Chiesa, perché tutti siamo chiamati a essere santi (cap. V della Costituzione conciliare”LUMEN GENTIUM”); Dio esige dal Popolo d’Israele di accogliere il dono della santità “Sarete santi per me, poiché io, il Signore, sono santo e vi ho separati dagli altri popoli, perché siate miei.” (Lv 20,26); e Gesù Cristo ne rivela la modalità: “siate dunque perfetti come e’ perfetto il Padre vostro celeste”. (Mt 5,48)

Le nostre Chiese particolari, nelle loro articolazioni parrocchiali e nelle molteplicità di Associazioni, Gruppi e Movimenti, devono diventare sempre più scuole di preghiera e di santità, valorizzando pastoralmente il vissuto evangelico del Beato Pio da Pietrelcina, coniugato con quello di cristiani del nostro tempo.

Indichiamo alcuni valori evangelici, di cui il novello Santo e’ stato testimone e dei quali ha bisogno la nostra società: il primato della fede, l’interiorità,la preghiera,la povertà, l’umiltà, la sofferenza e l’amore.

Il Beato Pio da Pietrelcina, vissuto in un secolo caratterizzato dalla negazione di Dio, false sicurezze, sete di potere, ha preferito affidarsi unicamente alla Parola di Dio, costruendo “ la sua casa sulla roccia”(Mt 8,4), testimoniando, così, il primato della fede e dell’interiorità.

Le grandi scoperte del secolo scorso hanno segnato progressi dell’uomo, moltiplicando, in particolare, le possibilità di comunicazione, cui non ha corrisposto un approfondito sviluppo del dialogo e della comprensione tra gli uomini, con il risultato dell’esplosione dei due conflitti mondiali, il Beato Pio, invece, si e’ aperto,nella preghiera intensa e prolungata, all’ascolto del Signore e, fedele all’insegnamento di Gesù Cristo: “quando pregate non sprecate parole come i pagani” (Mt 6,7-9), ha coniugato la preghiera con la vita; dal dialogo con Dio ha attinto la disponibilità al costante e paziente ministero del Perdono, che caratterizzò la Sua vita e che attuò mediante la direzione spirituale dei fedeli e la riconciliazione sacramentale, comunicando la pace, la luce e il conforto di Dio a quanti accorrevano a Lui.

Alla cultura del benessere materiale, facilitato dallo sviluppo industriale, e alla ricerca egoistica del tornaconto, il Beato Pio, ha contrapposto, da vero francescano, la scelta di Gesù Cristo, e, svuotandosi di potere, di avere e di piaceri, si è posto a servizio dei poveri malati nel corpo, impiegando ogni risorsa economica nella realizzazione dell’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”.

In un secolo pieno di orgoglio, che ha visto l’affermarsi di molteplici forme di dittature,lo stigmatizzato del Gargano si e’ fatto umile, come Gesù per vivere la vita nascosta, secondo il principio stravolgente, testimoniato dal Maestro divino: “…gli ultimi saranno primi e i primi, gli ultimi” (Mt 20,16).

Odii, prepotenze, violenze, guerre, campi di sterminio, pulizie etniche, arsenali nucleari, hanno caratterizzato il XX secolo, provocando sofferenze, distruzione e morte, il santo cappuccino al contrario, pese la Croce come Sua forza, Sua sapienza e Sua gloria e, infiammato d’amore, si conformò a Gesù Cristo, nella immolazione di Se per la salvezza del mondo, ponendo nella celebrazione della Santa Messa il momento più alto della Sua attività apostolica e la pienezza della Sua spiritualità, così espressa dall’ Apostolo Paolo: “Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte la più grande e’ la carità!” (Cor.13,13); nulla ,infatti vale senza l’amore, tutto vale con l’amore, tutto passa, solo l’amore resta.

Chiese di Puglia, vivendo intensamente il tempo liturgico della Pasqua, fonte perenne di santità, contemplate, con rinnovata fede, Gesù Cristo, morto e risorto, centro della vita spirituale e pastorale, per raggiungere, nella docilità allo Spirito Santo, come la Beata Vergine Maria “Reginae Apuliae”, immagine e modello della Chiesa, e per intercessione del novello Santo, la “misura alta” dell’operare evangelico, sostenute dalla preghiera vicendevole e dalla benedizione pastorale.

Molfetta, 9 aprile 2002-04-17

I Vescovi della Regione Puglia