Medicina e Persona interviene sulla rianimazione dei neonati pretermine

“I documenti conclusivi del Comitato Nazionale di Bioetica e del Consiglio Superiore della
Sanità relativi alle cure ai neonati estremamente pretermine esprimono in modo
inequivocabile quale può ritenersi una assistenza adeguata in questo campo specifico”.
Con queste parole si apre il documento diffuso dall’organizzazione di medici cattolici Medicina e Persona che esprime viva soddisfazione per il contenuto dei documenti in particolare in merito all’assistenza verso tutti i neonati alla nascita, a partire dalle condizioni oggettive di vitalità, senza atteggiamenti “precostituiti” o determinati dal timore di una eventuale successiva disabilità; e per il coinvolgimento dei genitori nella gestione del bambino senza tuttavia che il loro parere arrivi a determinare il tipo di assistenza (che spetta in ultima analisi al medico).
“Pur comprendendo il ruolo specifico dei due organismi, non sostitutivo di Società
Scientifiche – si legge nel comunicato dell’associazione – vogliamo portare l’attenzione su i due punti sopra descritti perché irrinunciabili dal punto di vista deontologico.
Infatti compito essenziale del medico è vivere in prima persona la responsabilità di scelte
assistenziali e terapeutiche attraverso la valutazione clinica di ogni paziente e la
successiva assistenza, appropriata al quadro clinico, senza preclusioni né accanimento”.
La stessa responsabilità va giocata nel rapporto con i genitori del bambino, senza deleghe
circa decisioni tecniche di competenza specifica.
E’ stata così attribuita dignità a tutte le figure coinvolte nel processo assistenziale, in
merito a questo aspetto specifico dell’assistenza sanitaria.