Loredana e il Giardino degli Angeli

A colloquio con la scrittrice Simonetta Bianchini Mayra, autrice del libro “Loredana e il giardino degli Angeli” (ed. Del Faro)

Una storia di amore e di fede. Da dove è nata l’ispirazione?

Mi ha spinto a scrivere il libro “Loredana e il giardino degli Angeli” il desiderio di condividere con tutti quello che è stato fin qui il mio percorso di vita. Quanto la Fede mi abbia aiutato nel superare le prove più dure, come la perdita di mia figlia, ma soprattutto il desiderio di divulgare quelli che sono i messaggi di amore e verità che Dio ci ispira e ci spinge a far conoscere con le nostre opere. Ispirazione come intervento di uno spirito divino che determina la volontà dell’essere umano ad agire o pensare in un determinato modo, o rivela alla sua mente delle verità, spesso stimolandolo o guidandolo a esprimerle con la parola o con gli scritti. Credo che sia un nostro compito far partecipe di questo tutte le persone, far capire che chiunque può trovare in sé questo rapporto personale con Dio attraverso la Fede.

C’è una parola o più parole chiave che l’hanno ispirata nella stesura del racconto?

La parola chiave, la parola più importante che ha ispirato questo libro e la mia vita è: Amore, amore per la vita, per ogni forma di vita, amore per la natura e per tutto ciò che esiste nell’universo. Dalla parola “Amore” discendono le parole “Fiducia” e “Fede”, le parole “Compassione” e “Altruismo”. Amore come risposta alle dure prove della vita, una vita distorta dall’azione negativa dell’uomo, dalla sua sete di potere e di profitto.

Il lettore è portato a identificarsi nel personaggio. Quanto è voluta questa scelta?

Il mio desiderio è proprio che chiunque possa identificarsi con il personaggio di Loredana, perché la sua storia è la storia di tutti quelli che hanno dovuto affrontare nella loro esistenza le difficoltà che la vita mette loro di fronte. Il libro “Loredana e il giardino degli Angeli” è stato scritto volutamente con un linguaggio conciso e schietto, naturale, scevro da termini ricercati, in modo che possa arrivare al cuore di tutte le persone, soprattutto quelle più semplici e umili. Questa è la storia della mia vita, ma questo non è importante, importante è il messaggio di amore e di Fede che mi sento chiamata a diffondere, per poter dare fiducia alle persone nell’opera di Dio. Non credo esista cosa più importante di questa, soprattutto nel tempo in cui stiamo vivendo.  

Dal racconto emerge la tua fede molto forte. Quanto questo può aiutare il lettore a rinforzare la sua (fede)?

Far conoscere la propria esperienza di vita e di Fede credo che serva a spezzare quell’isolamento in cui le persone si trovano in questa vita frenetica e moderna. Condividere la propria esperienza di Fede credo che possa servire a far trovare in ciascuno di noi quella forza per affrontare le situazioni più difficili, credo che possa far scoccare quella scintilla che illumina la speranza e la fiducia in Dio, come una fiaccola accesa che ne tocca una spenta, accendendola e da una all’altra, diventando sempre più numerose.

La bellezza di aiutare il prossimo. Hai deciso di devolvere parte del ricavato in beneficenza?

Sicuramente sì!  Perché nessuno si deve arricchire o guadagnare quando divulga dei messaggi di Fede, perché essi non ci appartengono, ma siamo chiamati a diffonderli affinché le persone ne vengano a conoscenza e questo è già un grande onore e una grande responsabilità. Diffido molto da chi dice di ricevere messaggi da Dio o dalla Santa Vergine e grazie a questi si arricchisce col commercio approfittandosi dell’ingenuità e della speranza di molti. Nel mio caso, coperte le spese di stampa del libro, tutto il resto andrà in beneficenza. Anch’io come persona sono restia ad avere l’attenzione su di me, tutto deve essere concentrato sui contenuti di ciò che scrivo, su quello che vorrei comunicare a chi vuole ascoltare