“Dio è tutto, il resto è nulla”

Si celebra il 2 febbraio, festa della Presentazione di Gesù al Tempio, il 434° Anniversario della “Conversione di San Camillo De Lellis, era il 2 febbraio 1575. Papa Benedetto XVI ha citato San Camillo nella sua prima Enciclica, “Deus caritas est”, tra San Francesco d’Assisi, San Giovanni della Croce, Madre Teresa di Calcutta e altri come “modelli insigni di carità sociale per tutti gli uomini di buona volontà”. Ciò che rende San Camillo unico è che fino a 32 anni nessuno avrebbe pensato che quel giovane strano e tormentato avrebbe potuto avere un destino così glorioso. Ma ecco che il disegno di Dio inizia a prendere coscienza nella vita di Camillo portandolo alla conversione. La famiglia religiosa Camilliana, ogni hanno, celebra questo anniversario ripercorrendo non solo i luoghi in cui San Camillo ha vissuto, ma vive un momento di rinnovata fedeltà al servizio della Chiesa, come ha ricordato lo stesso Rettore del Santuario di Bucchianico padre Cristoforo Trebski: “E’ la festa che ricorda a noi tutti Camilliani l’importanza della nostra missione. Significa fare un cammino interiore di rinnovata conversione, così come ha fatto San Camillo. O rubare o mendicare era l’alternativa del ventiquattrenne Camillo. Preferisce stendere la mano e chiedere l’elemosina alla porta della chiesa di Manfredonia, lui ben piantato e alto due metri. Un certo Antonio Nicastro gli si avvicina e gli offre il lavoro di manovale nella ristrutturazione e ampliamento del vicino convento dei Cappuccini. Dopo un po’ di incertezza, costretto dalla fame, Camillo accetta, ma con il proposito di tornare, passato l’inverno, alla vita militare e al gioco. Gli vengono affidati due asinelli con il compito di fornire pietre, calce e acqua ai muratori. Il duro lavoro quanto gli pesa! Gli viene anche la tentazione di scannare i due somarelli e fuggire, ma lo trattengono la stima e la benevolenza dei frati, che lo apprezzano per la sua onestà e precisione. Anzi egli comincia a riflettere sulla sua vita senza ideali, insulsa e futile. Il 1° febbraio 1575, Camillo è inviato al convento di San Giovanni Rotondo con un asinello per un fraterno scambio di generi alimentari. Lì alla sera il guardiano del convento, P. Angelo, passeggiando sotto il pergolato, parla a Camillo di Dio e della salvezza dell’anima. In sintesi gli dice: “Dio è tutto, il resto è nulla. Salvare l’anima è l’unico impegno della vita che è breve“. Camillo ascolta silenzioso…Il giorno seguente 2 febbraio, dopo la santa Messa riprende la via del ritorno. Durante il viaggio gli martellano sempre più forte nella mente le parole di P. Angelo: Dio è tutto, il resto nulla. A un certo momento, soggiogato da sentimenti di pentimento, scende dalla cavalcatura e, come San Paolo sulla via di Damasco, si mette in ginocchio e piange dicendo: “Signore, perdona a questo grande peccatore. Dammi tempo di fare penitenza. Non più mondo, non più peccati!” Questa è la testimonianza concreta di come la grazia di Dio vince sempre“.
Domenica 1° febbraio, ore 16.30, celebrazione Eucaristica presso il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo. Lunedì 2 febbraio, ore 09.30, Celebrazione Eucaristica presso la Chiesa Cattedrale di Manfredonia presieduta da S. Ecc. Mons. Domenico U. D’Ambrosio, Arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo. Subito dopo i partecipanti si recheranno presso la Valle dell’Inferno – Ara Votiva – di San Giovanni Rotondo per la Commemorazione della Conversione e bacio della reliquia di San Camillo. Alle ore 16.30 presso il Santuario di Santa Maria delle Grazie di San Giovanni Rotondo si svolgerà il consueto omaggio floreale alla Madonna delle Grazie e a San Pio per poi concludere il tutto con una Celebrazione Eucaristica presso casa Sollievo della Sofferenza. Momenti semplici ma di grande intensità spirituale per mettere in evidenza il carisma principale della famiglia Camilliana: l’amore per i sofferenti, la carità per i più bisognosi e indigenti.