Da Verona il no alla tratta delle donne

A un passo dal centenario, l’Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche sta compiendo in questi giorni a Verona un importante cammino in favore delle donne più deboli.
Liberiamo le donne dalla tratta è il tema intorno al quale la Conferenza Europea dell’associazione discuterà e rifletterà fino a domenica prossima nella città scaligera.

I lavori sono stati introdotti da Karen Hurley, presidente mondiale, dopo la celebrazione eucaristica di apertura, presieduta da monsignor Giuseppe Zenti, vescovo di Verona.

Circa un centinaio le partecipanti, da 16 Paesi oltre l’Italia: Spagna, Francia, Svizzera, Gran Bretagna, Irlanda, Norvegia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Ungheria, Slovacchia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Albania, Moldavia e Lettonia,.

Questo tema –ha affermato a Radio Padre Pio Maria Giovanna Ruggieri, vice presidente Umofc Europa – richiede attenzione, rispetto, competenza. Ci troviamo di fronte a due grandi forme di povertà: quella materiale, di chi è costretto a usare il proprio corpo per sopravvivere, e quella morale, di chi è convinto che tutto possa essere comprato, anche le donne e i bambini. La situazione è aggravata dall’assenza di norme specifiche in alcuni Paesi, dall’ignoranza dei propri diritti da parte delle vittime, dalla struttura socio-culturale, e sopratutto dalle organizzazioni criminali nazionali ed internazionali”.

Tra le relatrici Cristina Simoncelli e Marinella Perroni, teologhe; suor Eugenia Bonetti, USMI; Paola Degani, giurista specializzata in diritti umani.

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