Clara Sereni: la Shoà ci insegna a dire no ad ogni guerra (27/01/03 20:15)

“La giornata della memoria è molto utile se serve a far conoscere ciò che è accaduto, innanzitutto nel nostro paese”. Clara Sereni, scrittrice ed esponente di una famiglia importante nella storia della nascita dello stato d’Israele(la sua ultima opera,‘Gioco dei regni’, edito da Giunti, ne racconta alcune complesse vicende), è intervenuta a Radio Padre Pio nel giorno in cui anche in Italia si ricorda lo sterminio degli ebrei.
“Si comprende ancora ben poco di quel che sono state, ad esempio, le leggi razziali: bambini espulsi da tutte le scuole del regno, professionisti, docenti privati del lavoro…Si parla molto di perdono, ma c’è una fase necessaria, prima: riconoscere la verità e le responsabilità. Certo, a tutti morti si deve lo stesso rispetto, ma morire per una ragione giusta non è la stessa cosa che morire per una ragione sbagliata. E’ un problema di eticità diffusa”.
Clara Sereni non si è sottratta ad una domanda sulle posizioni dialettiche, sempre più tese, tra gli intellettuali a proposito dell’attuale situazione in Medio Oriente.
“Dobbiamo fare una divisione laica: una cosa è lo Stato di Israele, un’altra gli ebrei. Io non ho difficoltà a dissociarmi, e non da oggi, dai comportamenti di Sharon, e non capisco perché mi si chieda di discolparmi delle sue azioni. Da qui, poi, si sottovaluta una grande preoccupazione, propria di tutti noi ebrei italiani: che a causa di questa situazione l’anima democratica dello stato d’Israele si svuoti, e che via via il suo tasso democratico peggiori”.
Ed infine un amaro appello contro ogni guerra: “l’umanità, con la guerra, tira fuori la parte peggiore di sé. E’ successo con la Shoà, succederà anche nella guerra di domani”.