Chiara Lubich: una vita consacrata alla luce della spiritualità dell’amore e dell’unità

 

Il 14 marzo 2010  ricorre il secondo anniversario della morte di Chiara Lubich,  fondatrice e presidente del movimento dei Focolari. Chiara Lubich è stata una delle figure più rappresentativedel dialogo interreligioso e interculturale. Grande amica di Giovanni Paolo II e anche dell’attuale Papa, Benedetto XVI,  di Madre Teresa di Calcutta …. Unità, pace e dialogo tra popoli e culture: questi i tre pilastri dei Focolari. A Tele Radio Padre Pio ne abbiamo parlato con  la Dott.ssa Lucia Fronza Crepaz, membro del Movimento dei Focolari,  ex parlamentare. 
Quando ha conosciuto Chiara Lubich e il suo carisma?
Ero una ragazzina di 12 anni con molte domande e poche risposte sollecitata da quello che stava accadendo all’Università e al Liceo nel 1968. Vivevo la mia adolescenza con molte domande e anche con questa “rivoluzione” che sembrava rispondere a tutti i perché in modo veloce. Un giorno, sono stata portata da alcune mie amiche ad un incontro del Movimento Gen che era appena nato. In quella occasione sono venuta a contatto, attraverso un filmato, con la spiritualità di Chiara e del suo rapporto ecumenico . Ricordo che l’impressione grande è stata che seguendo Chiara Lubich sarei stata nell’occhio della storia , ossia nel punto dove si decideva la storia e che la vera “rivoluzione” era quella evangelica. E da quel giorno l’avventura non è più finita.
Qual è l’aspetto, l’elemento della sua testimonianza di vita che ricorda in modo particolare?
Una cosa che mi ha colpito allora e che mi ha accompagnato sempre è che per Chiara,  le parole e i fatti facevano parte della stessa medaglia. Ossia, quello che Chiara chiedeva a noi giovani e quello che lei faceva erano perfettamente coerenti. Ad esempio, lei stessa affermava: “Dio per me sta sopra ogni cosa”. Ed era proprio così perché la vedevamo eroica nella sua scelta di Dio e nel credere comunque e sempre nel Suo amore. Quindi, credo che la cosa che mi ha accompagnato sempre sia stata la coerenza di Chiara.
Chiara ha toccato la vita di molte persone, da Cardinali a Vescovi di altre confessioni cristiane, sacerdoti e laici …. Secondo lei perché? Dove stava il suo “segreto” nel riuscire a coinvolgere tante realtà diverse?
Credo che Chiara non ci ha mai imbrogliati, nel senso che non ci ha mai chiesto di seguire lei. Chiara seguiva Dio e ci indicava Dio. Quindi il fascino di seguirla non era mai finito, perché non si seguiva una persona ma bensì un’avventura divina. Credo che questo sia il fascino. Ha sempre saputo spostarsi, mettersi da parte per fare vedere la meta: Dio.
In tutta la sua vita, Chiara ha parlato di unità, ha costruito la comunione mettendosi in “gioco” in prima persona ….. Lo stesso Cardinale Miloslav VlK, arcivescovo di Praga, in occasione del funerale definendo la spiritualità di Chiara ha dichiarato: “ la sua è stata una spiritualità aperta al dialogo con altre Chiese, con altre religioni del mondo”, e quindi “un cristianesimo per il nostro tempo”. I frutti di questo dialogo ecumenico  si stanno raccogliendo …… Una grande soddisfazione, ma anche una conferma che l’Unità è possibile.
Proprio in questi tempi in cui a volte sembra in crisi il dialogo, mi sembra che Chiara dica una parola chiara e semplice su cosa sia realmente il dialogo. Per lei dialogare non voleva dire di essere tutti uguali e uscire dalle nostre case per poi ritrovarsi in piazza un po’ meno cristiani, un po’ meno buddisti oppure meno musulmani. Per lei identità e dialogo erano fortemente sottolineati e importanti. Chiara diceva che se noi capiamo bene chi siamo e viviamo coerentemente il nostro messaggio, allora siamo capaci di ascoltare il messaggio dell’altro con una curiosità, una capacità di ascolto che ci viene proprio dal sapere chi siamo. Se siamo figli di Dio amore, non possiamo non ascoltare l’altro, fratello nostro, altrettanto figlio di un Dio amore. Quindi il dialogo consisteva in un incontro di identità,  felici di capire la diversità dell’altro, quasi curiosi di vedere come il fratello è diverso da te, ma è uguale a te. Mi sembra che a volte, quando dialoghiamo, abbiamo paura di perdere noi stessi. Ma se ascoltiamo l’altro, capaci di incontrarlo fino in fondo, di far spazio, dopo l’altro farà altrettanto. Mi pare che questo sia il dialogo di Chiara che non è perdita di identità ,  ma apertura all’altro per amore.
Un altro aspetto importante della sua vita, e che testimoniava con grande coraggio e fermezza è che c’è un sistema di vita che rinnova la politica, l’economia, la cultura , l’arte, la comunicazione ….Questo perché tutto parte dall’amore scambievole che non consiste semplicemente in un “vogliamoci bene” ma in un Amore inteso che deve essere modello di vita su cui fondare tutta la nostra esistenza.
La cosa splendida che Chiara ci ha sempre detto è che il Vangelo non è solo valido dai tetti in su, come dire in un rapporto verticale con Dio. Ma è valido anche dai tetti in giù. La politica, l’economia non devono essere visti come nemici della religione, ma come luogo in cui il cristiano può e deve esprimere il proprio amore verso Dio e verso gli uomini.
Papa Benedetto XVI, nel suo messaggio di cordoglio l’ha definita “un canto a Dio Amore”. Un espressione meravigliosa che ci ricollega ad un invito che Madre Teresa di Calcutta fece alla fondatrice del Movimento: “  Chiara, fatti santa, perché Dio è santo; fatti santa perché Lui ti ha scelto, ti vuole sua, perché Lui è santo”.
L’amicizia che le legava era proprio una amicizia fra due grandi anime. Si sono capite subito. Si sono incontrate poco, ma sono stati incontri profondi che hanno segnato. La stessa Chiara ci ha insegnato ad amare Madre Teresa. Uno dei primi fatti che Chiara racconta del suo incontro forte con Dio e proprio quando un sacerdote gli ha detto: “Dio ti ama immensamente”. In quel momento Chiara ha sentito allargarsi il cielo e ha intuito l’immensità e l’amore di Dio. Si può dire che la sua vita è stata un moltiplicare questa frase che lei ha sentito direttamente dalla Chiesa. Come dire: “ Voce di Dio in terra” e ha spinto tutti noi a vivere, nelle grandi e nelle piccole occasioni della nostra vita, questo messaggio e ad essere messaggeri di questo: “Dio ti ama immensamente”.
Lei era presente il giorno del funerale,  cosa ricorda? Quali furono i sentimenti, le emozioni ….
La notte in cui Chiara è partita per il cielo, io andai a trovarla in casa. Lei stessa ad un certo punto aveva deciso di aprire la sua casa.. Ho visto Chiara in agonia ….. Da una parte c’era questa consapevolezza che non sarebbe stata  più fra noi, ma dall’altra parte la certezza che non  sarebbe morta ne lei ne il suo messaggio. Ricordo che ho visto la mia mano dentro quella di Chiara e poi di avergli detto: “ Chiara, io ti dico il mio si a portare avanti il tuo messaggio”. E lei mi ha stretto la mano. In quel momento  ho avuto la sensazione che a tutti noi Chiara passasse il testimone. La stessa cosa al funerale. Un grande e immenso dolore … da una parte e dall’altra la sicurezza che lei continuava a seguire la sua opera. Quante volte ci ha spiegato che chi va in Paradiso non sta con le mani in mano. Diceva sempre che si lavora più in Paradiso in comunione con i Santi che sulla terra.
A distanza di due anni dalla sua dipartita, cosa direbbe Chiara a coloro che sin dall’inizio hanno seguito il suo ideale e che continuano a promuovere e a vivere la sua eredità?
Sono sicura che direbbe, le stesse parole che ha dichiarato qualche giorno fa l’attuale presidente dei Focolari Maria Voce: “La novità di Chiara va avanti, ma ricordiamoci che se non ci amiamo e non amiamo il prossimo, tutte le cose grandi che Chiara ci ha insegnato non avranno senso”.